Da Tusk a Musk. Questione di consonanti. Il primo, già presidente del Consiglio UE, scrive irritato su X che “in Polonia solo gli idioti o i traditori possono rallegrarsi del trionfo dell'AfD in Germania. Un po' se ne sono accumulati nelle Konfederacje e in PiS”. Il secondo, sostenitore e probabilmente finanziatore del partito, si congratula (in tedesco) con l’AfD per la vittoria in Sassonia. “Ben fatto!”, ha scritto su X. Ulrich Siegmund, l’uomo del giorno in Germania, ha risposto immediatamente a Musk, proponendo una collaborazione: “Se ci assumessimo la responsabilità in questo caso, accoglierei con grande favore l'opportunità di una cooperazione forte e costruttiva. La Germania tornerebbe così ad essere un luogo in cui vale la pena investire. Cordiali saluti dalla Sassonia-Anhalt!”. Anche Richard Grenell, l'ex ambasciatore statunitense a Berlino che, come Musk, mantiene stretti legami con Donald Trump, si è congratulato con l'AfD su X: “Una grande vittoria e un nuovo giorno in Germania”. The Donald resta il modello per molti notabili di Alternative fur Deutschland. I legami sono evidenti, almeno per la corrente del partito capeggiata da Alice Weidel, che prevede di prendere il 40 per cento alle prossime legislative (“la CDU non vincerà mai più”), e che secondo Focus “strizza l’occhio alla Silicon Valley e al capitalismo libertario”, eclissando, di fatto, l’ala nazionalista tradizionalista, eurasiatica e multipolare di Tino Chrupalla (che, invece, vuole trattare con la CDU). Nei primi 100 giorni in Sassonia, AfD promette 10 misure immediate su istruzione, migrazione, media e politiche familiare, il che fa dire al politologo Roger Stocker che il piano “ricorda molto la prima campagna elettorale di Trump”. Il problema è che Siegmund non ha la maggioranza assoluta: 39 seggi (ne servono 42). Un'alleanza tra CDU, SPD e Verdi otterrebbe solo 31 seggi, o 39 con il sostegno di Die Linke. I cinque deputati del BSW potrebbero quindi svolgere il ruolo di ago della bilancia, ma Schulze ha annunciato che il suo partito non parteciperà a una coalizione. Il partito di Sahra Wagenknecht esclude un accordo di coalizione con l'AfD, ma non una cooperazione su questioni specifiche. C’è la possibilità di un governo di minoranza, che la Sassonia-Anhalt ha già sperimentato tra il 1994 e il 2002. Il voto, naturalmente, mette ulteriore pressione su Friedrich Merz. Gordon Schnieder, presidente della Renania-Palatinato e leader della CDU, esorta il governo federale a prendere decisioni chiare e a ridurre le lotte intestine. “Chiunque governi - dice - ha la responsabilità di garantire che le cose alla fine funzionino. Che i problemi vengano risolti e che vengano prese delle decisioni. La Germania non può permettersi continue dispute politiche”. I social democratici colgono l’occasione per chiedere modifiche alla riforma pensionistica. “Credo che dobbiamo trovare il modo, all'interno di questo governo federale, di salvaguardare i sistemi di sicurezza sociale”, rileva Dirk Wiese, capogruppo SPD al Bundestag, parlando all’ARD. “Chi ha lavorato duramente per molti anni ha bisogno di un ponte verso la pensione”, osserva, riferendosi all'attuale sistema che prevede il pagamento della pensione completa dopo 45 anni di contributi.
Pierpaolo Arzilla

