Sabato 24 ottobre 2026, ore 17:05

Medio Oriente

Iran, gli Usa tornano a colpire Teheran: pronti a nuova guerra

Solito copione. L’annuncio della fine della guerra porta le bombe. Più si è vicini a un accordo e più alte sono le probabilità dell’”incidente”. A forza di trattare sempre, e comunque, con la pistola alla nuca, alla fine qualche colpo ci scappa. E’ successo anche lunedì notte. In “autodifesa”, assicura Washington. Gli USA hanno colpito nel sud dell'Iran attaccando un sito per il lancio di missili e navi che cercavano di collocare mine, “per proteggere le truppe dalle minacce poste dalle forze iraniane”, ha fatto sapere il portavoce del Centcom, Timothy Hawkins, in una nota alla CNN. Secondo Al Arabiya, nel mirino c'erano imbarcazioni a sud dell'isola di Larak e gli attacchi hanno causato 4 morti. Il ministero degli esteri iraniano parla di “grave violazione del cessate il fuoco”. Queste “azioni aggressive”, si legge nella dichiarazione rilasciata qualche ora dopo gli attacchi, “avvenute parallelamente al processo diplomatico in corso mediato dal Pakistan, hanno rivelato ancora una volta la malafede e la perfidia del governo statunitense agli occhi della nazione iraniana, dei popoli della regione e della comunità internazionale”. Il ministero denuncia, inoltre, “molteplici atti di pirateria marittima contro navi mercantili iraniane” e "ritiene il regime statunitense responsabile di tutte le conseguenze derivanti da questi atti aggressivi”. La Repubblica Islamica dell’Iran, quindi, “non lascerà impunito alcun atto malevolo”. Questa dichiarazione fa il paio con quanto affermato dalla guida suprema Mojtaba Khamenei, trasmesso dalla televisione di Stato in occasione della festività musulmana di Eid al-Adha. Le basi americane situate nei Paesi del Golfo, ha scandito, “non sono più protette”. È “certo che non si tornerà indietro e che le nazioni e i territori della regione non serviranno più da scudo per le basi americane”. Secondo Khamenei, che non si mostra in pubblico da quando ha assunto l'incarico all'inizio di marzo, perché rimasto ferito gravemente dai raid israelo-americani, secondo fonti di Tel Aviv, gli Stati Uniti stanno perdendo influenza nella regione, “allontanandosi sempre più dal loro precedente ruolo”. Dopo l’attacco americano nel sud dell’Iran, la Cina ha chiesto il rispetto reciproco del cessate il fuoco in Medio Oriente. “Esortiamo le parti interessate a rispettare i loro impegni in merito al cessate il fuoco, a risolvere le loro divergenze con mezzi pacifici e a continuare a cercare una soluzione attraverso il dialogo e il negoziato che tenga conto delle legittime preoccupazioni di tutte le parti”, ha dichiarato il portavoce del ministero degli esteri, Mao Ning. Il copione, intanto, prevede che dopo il fuoco torni l’acqua. Spetta a Marco Rubio fare la parte della colomba, che ritiene “ancora possibile” un accordo con Teheran. “Ci sono stati alcuni colloqui in Qatar, vedremo se riusciremo a fare progressi”, ha detto dall’India, dov’è in visita ufficiale. “Credo che le discussioni si concentrino principalmente sulla formulazione precisa del testo iniziale - ha aggiunto - quindi ci vorranno alcuni giorni”. L’Iran chiede lo sblocco di almeno 24 dei 100-120 miliardi di dollari congelati all’estero a causa delle sanzioni statunitensi. 

Pierpaolo Arzilla

( 26 maggio 2026 )

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