Martedì 9 giugno 2026, ore 20:08

Medio Oriente

Israele-Iran, tregua dopo gli attacchi

Si rimane al tavolo. Con le pistole sempre a disposizione, naturalmente. Soprattutto dopo un lunedì di attacchi e contro attacchi. “Difesa e diplomazia sono i due pilastri del potere nazionale. Non abbiamo abbandonato né il campo di battaglia né il tavolo dei negoziati”, ha scritto il presidente iraniano Massoud Pezeshkian su X. Si gioca necessariamente su due fronti. E questa volta Trump fa la voce grossa non per minacciare di passare alle vie di fatte, ma per provare a fermare le armi. “Israele e Iran smettano immediatamente di sparare”, ha scritto il presidente USA sulla sua piattaforma Truth. “Credo che la regione non abbia bisogno di un'escalation, ma piuttosto che le parti si siedano al tavolo delle trattative e raggiungano un accordo”, ha rincarato Kaja Kallas, Alto rappresentante dell'Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza. La giornata era cominciata con sirene e allarmi suonati un po’ ovunque, a Tel Aviv, come a Beirut e Teheran. Israele ha risposto agli attacchi iraniani di domenica sera e lunedì mattina (almeno 30 missili della repubblica islamica, secondo fonti militari ufficiali) colpendo obiettivi militari a Teheran, Tabriz e Isfahan. L’Iran ha accusato gli Stati Uniti di portare una responsabilità diretta di qualsiasi violazione dell'accordo di cessate il fuoco dell'8 aprile, come dichiarato dal portavoce del ministero degli esteri iraniano Esmail Baghaei. “Nessuno crede che il regime sionista agisca senza coordinamento con gli USA”, ha affermato Baghaei, aggiungendo che il comando centrale americani sostiene Israele sia nelle operazioni offensive che difensive e che Washington sarebbe responsabile delle conseguenze di qualsiasi escalation nella regione. Gli appelli di Trump a fermare i bombardamenti, dunque, sarebbero una semplice messa in scena. Eppure il tycoon, ancora su Truth, ha continuato a chiedere di rispettare il cessate il fuoco, affermando che Israele e Iran "stanno cercando di raggiungere un cessate il fuoco immediato”, e che “i negoziati finali sulla 'pace' stanno procedendo, salvo che l'ignoranza o la stupidità non si frappongano al loro cammino”. Trump ha confermato che il blocco statunitense dei porti navali iraniani rimarrà in vigore fino al raggiungimento di un “accordo definitivo”. Oltre a Hormuz, però, Teheran ha messo nel mirino anche lo stretto di Bab al-Mandab e minaccia di chiuderlo: “I circoli della resistenza hanno la capacità di bloccare entrambi gli stretti, Hormuz e Bab al-Mandab. La scelta è vostra: fermare questa follia o instaurare un equilibrio di controllo sulle due vie navigabili!”, ha detto Ali Akbar Velayati, consigliere della guida suprema iraniana per gli affari internazionali, citato da Tasnim. “Il primo anello della catena di risposta iraniana si è attivato ieri, dopo la follia del regime sionista a Beirut e la chiara violazione del cessate il fuoco”. L’UE, da par suo, imporrà sanzioni a “due individui e un’entità” a causa del blocco dello Stretto di Hormuz, scelta “contraria al diritto internazionale” e che “viola i diritti consolidati di transito e passaggio attraverso gli stretti internazionali”. Previsti il divieto di viaggio o transito attraverso l'UE e il congelamento dei beni presenti nei 27.
Pierpaolo Arzilla
 

( 8 giugno 2026 )

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