Lunedì 19 gennaio 2026, ore 19:45

Europa 

La marcia degli agricoltori Ue contro la svolta “green” di Bruxelles 

Dalla Francia alla Germania, passando per Belgio, Olanda, Polonia, Romania ma anche Italia. Sono questi alcuni tra i Paesi europei interessati, nell’ultimo periodo, da un’ondata di proteste serrate da parte degli agricoltori. Quali i motivi principali? In generale il dissenso del settore agroalimentare è partito da alcune misure pensate per rendere maggiormente "green" e sostenibile l’intera produzione di cibo. Ma tra i motivi ci sono anche le regole che impongono la messa a riposo dei terreni per garantire la biodiversità o quelle che impongono il ripristino di una porzione dell’habitat. Senza dimenticare che il settore è destinatario di un'importante quantità di aiuti da parte dell’Unione europea. Inizialmente la protesta degli agricoltori era esplosa in Germania, a dicembre scorso.

Qui il governo tedesco aveva promesso di finanziare la transizione verso l’energia pulita ma pur volendo rispettare tali impegni, il governo locale aveva presentato una bozza di bilancio bocciata dalla Corte Suprema tedesca, secondo cui emergeva un buco di 60 miliardi nelle finanze del Paese.

E così il cancelliere Scholz ha dovuto ridurre le spese ed effettuare tagli, che hanno colpito in particolar modo gli agricoltori che davanti all'aumento delle tasse e al taglio nei sussidi agricoli, con l'eliminazione di alcuni importanti privilegi fiscali, tra cui quello sul gasolio, hanno messo in atto le agitazioni. Le proteste tedesche hanno attecchito anche in Francia dove si prospetta una settimana "nera" a Parigi e nell'hinterland per l'assedio degli agricoltori scontenti per i provvedimenti del governo in risposta alla crisi. Migliaia di agricoltori, con trattori e altri mezzi di trasporto, si sono diretti verso la Capitale partendo da diverse regioni con l'obiettivo dichiarato di chiudere l'accesso a Parigi, con otto posti di blocco previsti. Il ministro dell'Interno Gerald Darmanin ha annunciato un traffico "estremamente difficile nell'Ile de France", invitando i "francesi e i trasportatori a minimizzare al massimo gli spostamenti".

E ha annunciato che 15 mila agenti di polizia si mobiliteranno per impedire l'ingresso dei trattori a "Parigi e nelle grandi città" e i blocchi del mercato di Rungis e degli aeroporti dell'Ile-de-France. Ache in Belgio la protesta degli agricoltori sta causando notevoli disagi alla rete stradale nel sud del Paese, in particolare allo svincolo di Daussoulx e alla periferia di Bruxelles, secondo quanto riferito dalla polizia stradale federale.

Anche alcune parti della tangenziale di Bruxelles sono chiuse al traffico. Una decina di trattori sono arrivati anche a De Meeûs, vicino a Place du Luxembourg, nel cuore della capitale belga, ha confermato la polizia di Bruxelles-Capitale/Ixelles. Infine per quanto riguarda il nostro Paese, la protesta è rivolta contro le politiche agricole della Ue giudicate troppo restrittive. "Siamo apolitici, non siamo schierati con nessuno altrimenti fallisce tutto. La nostra è una battaglia agricola", sostiene il Comitato Agricoltori Traditi (C.r.a.) che sta chiarendo la posizione di chi sta protestando.

Rodolfo Ricci

( 30 gennaio 2024 )

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