Sabato 31 ottobre 2026, ore 10:44

USA

Lavoro e aumento dell’inflazione due fattori determinanti per le mid term

Con cognizione di causa. Gli americani andranno a votare dati alla mano. Oltre alla loro percezione su potere d’acquisto e carovita, avranno a disposizione i numeri ufficiali, rilasciati dal governo federale in queste ore, sullo stato dell’economia USA, proprio nell’ultimo fine settimana di campagna elettorale prima del voto. Sulle mid term incide la zavorra di un’inflazione tutt’altro che sotto controllo, condizionata dal prezzo della benzina. Nell'ultimo sondaggio condotto da ABC News/Washington Post/Ipsos, almeno la metà degli americani definisce “insostenibile” il costo di ogni categoria di spesa familiare presa in esame. Il 71 per cento degli intervistati considera oggi proibitivo il prezzo della benzina, una percentuale in netto aumento rispetto al 28 registrato a febbraio, prima che la guerra con l'Iran facesse impennare i costi del carburante. Giovedì l’American Automobile Association ha registrato il prezzo medio di un gallone di benzina senza piombo a 4,22 dollari, 1,19 dollari in più rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, e il costo medio di un gallone di gasolio a 6,33 dollari, con un incremento di 2,65 dollari al gallone su base annua. Il conflitto con l'Iran ha innescato una spinta inflazionistica, mettendo sotto pressione i bilanci familiari e lasciando i consumatori profondamente scoraggiati. Secondo i dati del governo federale, a settembre, l’ultimo mese disponibile per le rilevazioni, i prezzi sono aumentati a un tasso annuo del 3,7 per cento. L'inflazione si attesta oltre un punto percentuale al di sopra dell'obiettivo del 2 fissato dalla Federal Reserve. Il ritmo di crescita dei prezzi sta, dunque, superando l'aumento medio dei salari, erodendo il potere d'acquisto dei lavoratori. A partire da aprile, le retribuzioni hanno iniziato a crescere meno dell'inflazione, aggravando le difficoltà di gestione del bilancio familiare. I rincari hanno pesato negativamente sulle prospettive dei consumatori, il cui sentiment si colloca vicino ai livelli più bassi mai registrati nei 74 anni di storia dell'indagine mensile dell'Università del Michigan. Secondo lo studio, i consumatori prevedono un'ulteriore accelerazione dell'inflazione nel corso del prossimo anno. Ciò nonostante, pur riconoscendo l'aumento dei prezzi del petrolio, Trump continua a sostenere la necessità della guerra con l’Iran, per impedire a Teheran di dotarsi di un'arma nucleare. In parallelo a un carovita fuori controllo, l’economia viaggia a ritmi sostenuti, registrando un tasso di crescita annualizzato del 3,4 per cento nel periodo luglio-agosto-settembre, secondo un rapporto governativo pubblicato giovedì. Si tratta di un aumento rispetto ai tassi annualizzati del 2,2 e del 2,5 registrati nei due trimestri precedenti, come mostrano i dati del Dipartimento del commercio degli Stati Uniti. Un'impennata nella spesa per l'intelligenza artificiale sta sostenendo l'economia USA. Secondo uno studio pubblicato il mese scorso da J.P. Morgan Asset Management, l'IA ha contribuito per una media di 0,56 punti percentuali alla crescita del Pil in ciascuno dei primi due trimestri, rappresentando oltre il 20 per cento della crescita economica complessiva. Per il presidente, è “il” fattore determinante che gli consente di “vendere” una Trumpeconomics tutta fondata sull’intelligenza artificiale come fattore determinante per il primato americano nella concorrenza globale sulle nuove tecnologie. Martedì gli americani andranno al voto avendo anche molto chiaro il quadro su una realtà occupazionale che resta volatile. Nei primi 9 mesi dell'anno, gli Stati Uniti registrano una crescita media di circa 68mila posti di lavoro al mese, secondo un'analisi della Federal Reserve di Atlanta. Si tratta di un miglioramento rispetto alla media di 10mila nuovi posti di lavoro al mese registrata nel 2025. L'andamento dell'occupazione si rivela instabile. A settembre sono stati creati solo 29mila posti, un netto rallentamento rispetto ai 133mila di agosto, secondo i dati del Bureau of Labor Statistics (BLS). Il dato di agosto, per contro, aveva segnato una decisa ripresa rispetto alla perdita di 10mila posti registrata a luglio. Ciò nonostante, secondo il BLS, il tasso di disoccupazione annuo si è mantenuto costantemente basso dal 2017, attestandosi al 4,4 per cento o a un livello inferiore, fatta eccezione per l'andamento registrato durante la pandemia nel 2020 e nel 2021.
Pierpaolo Arzilla

( 30 ottobre 2026 )

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