Joseph Schumpeter entra nel Pantheon Ue. Il caos organizzato trumpiano può aiutare la causa. Anzi deve. La crisi come opportunità. È un caso che Ursula von der Leyen abbia scelto Davos per ridare vigore a una visione, forse una necessità, che in molti auspicano da tempo? L’Europa potrà davvero camminare da sola a 81 anni dalla fine della seconda guerra mondiale? “Gli shock geopolitici possono e devono rappresentare un'opportunità per l’Europa”, scandisce al Forum economico il presidente della Commissione europea. “A mio avviso - sostiene - il cambiamento sismico che stiamo attraversando è un'occasione, anzi una necessità, per costruire una nuova forma di indipendenza europea. Questa esigenza non è nuova, né una reazione agli eventi recenti: è un imperativo strutturale da molto tempo”. Quando “circa un anno fa ho usato il termine ‘indipendenza europea’ - ricorda von der Leyen - sono rimasta sorpresa dalle reazioni scettiche che ha suscitato. Meno di un anno dopo, tuttavia, è emerso un autentico consenso. La velocità e la portata quasi inimmaginabile del cambiamento hanno contribuito a questo sviluppo, ma l'imperativo di fondo rimane lo stesso”. La grande novità (e “la buona notizia”), rileva il capo dell’esecutivo UE, è che “abbiamo reagito immediatamente, che si tratti di energia o materie prime, difesa o tecnologia digitale: ci stiamo muovendo rapidamente”. Per cogliere questa opportunità quasi irripetibile, avverte la tedesca, è necessario riconoscere questo cambiamento come “permanente”. La nostalgia, infatti, “non ripristinerà il vecchio ordine”. Guadagnare tempo, sperando che le cose tornino presto alla normalità, “non risolverà le dipendenze strutturali di cui soffriamo”. Se questo cambiamento, allora, è davvero permanente, “è essenziale - sottolinea von der Leyen - che anche l'Europa cambi in modo permanente. È tempo di cogliere l'opportunità che abbiamo davanti e costruire un'Europa nuova e indipendente”. E con gli USA che si fa? il presidente della Commissione ribadisce che i dazi aggiuntivi di Trump “sono un errore, soprattutto tra alleati di lunga data”, considerando che Bruxelles e Washington hanno raggiunto un accordo commerciale lo scorso luglio. Pur considerando il popolo americano “non solo un alleato ma un amico”, la risposta europea sulle tariffe sarà, comunque, “ferma, unita e proporzionata”. Trascinarci “in una pericolosa spirale discendente - avverte - finirebbe solo per aiutare gli stessi avversari che entrambi siamo impegnati a tenere fuori dal nostro orizzonte strategico”. L’UE, fa sapere von der Leyen, sta lavorando a un pacchetto di misure per la sicurezza dell'Artico. Il primo principio “è piena solidarietà” con la Groenlandia e la Danimarca (“la sovranità e l'integrità del loro territorio non sono negoziabili”), che prevede investimenti per la Groenlandia in coerenza con l'aumento della spesa per la difesa. Von der Leyen conferma, poi, la creazione di una struttura societaria europea. “A breve presenteremo EU Inc”, per consentire alle imprese di operare molto più facilmente e “agli imprenditori di registrare un'azienda in qualsiasi Stato membro entro 48 ore, completamente online, beneficiando dello stesso regime dei capitali in tutta l’UE”.
Pierpaolo Arzilla

