Mercoledì 15 aprile 2026, ore 8:29

Multinazionali

Sindacati europei contro i tagli di General Electric

No al piano di General Electric: i sindacati affiliati ad IndustriAll Europe alzano la voce contro il taglio di 6.500 posti di lavoro annunciato dalla multinazionale statunitense. Per questo venerdì prossimo si terrà una giornata d’azione europea con iniziative in contemporanea presso la direzione centrale a Parigi e presso i siti aziendali in tutta Europa.

L'iniziativa è stata presentata ieri a Firenze nel corso di una conferenza stampa. I sindacati chiedono al management di GE di fermare il piano di ristrutturazione in corso e, in alternativa, adottare una strategia industriale coerente e sostenibile in modo da garantire il futuro dei posti di lavoro e del settore energetico europeo.

Il colosso americano, dopo l’acquisizione nello scorso novembre delle attività di Alstom Power è diventato un giocatore importante nelle industrie del settore energetico in Europa. Solo tre mesi dopo aver chiuso l'accordo, e con l'obiettivo di risparmiare 3 miliardi di euro, il management GE ha deciso una riorganizzazione e ristrutturazione su larga scala che ha lo scopo di soddisfare la domanda degli azionisti per un rapido ritorno dei 6,5 miliardi di euro spesi per l'acquisizione di Alstom.

Al di là del problema che comporta l'acquisizione e integrazione di Alstom Power, - sottolinea la nota diffusa da IndustriAll - tutti i lavoratori GE si confrontano con un team di manager che si rifiuta di fornire la sua strategia per gli anni a venire, soprattutto in termini d’investimenti, programmi innovativi, piani di finanziamento, lancio di nuovi progetti tecnologici, così come nuove produzioni e capacita di ricerca e sviluppo, tanto più rilevanti in vista delle esigenze che lo sviluppo alle stelle delle energie rinnovabili (eolica, idroelettrica) comporta.

Per questo i sindacati di tutta Europa chiedono al management di GE di sospendere i tagli annunciati ed il relativo piano di ristrutturazione; abbandonare la strategia di de-industrializzazione e aprire il confronto su un vero e proprio progetto industriale per le sue attività in Europa; conformarsi agli obblighi nazionali ed europei di informazione e consultazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti; prendere in considerazione le possibili alternative proposte dai rappresentanti dei lavoratori a medio e lungo termine per il futuro dei siti industriali, dei posti di lavoro e delle competenze.

(Altro servizio di Alberto Campaioli domani su Conquiste Tabloid)

( 6 aprile 2016 )

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