Martedì 3 novembre 2026, ore 18:56

Scenari

Su Voltaire, sulla cartamoneta e sul suo valore intrinseco pari a zero

Cos’è successo alle finanze pubbliche di quasi tutto il mondo e perché tutti scrivono che la prossima crisi finanziaria sarà peggiore di quella del 2008? Prende sempre più consistenza la teoria di un “Going Direct Reset”, applicabile ad ogni paese perché descrive con precisione i sintomi di un sistema monetario basato sul debito in declino. Dove è iniziato tutto il Great Reset e come si è sviluppato il Going Direct Reset? Lasciamo perdere le teorie del complotto e atteniamoci ai fatti. Nel giugno 2020, il Principe del Galles e il presidente del vertice annuale di Davos Klaus Schwab hanno lanciato un’iniziativa che auspicava che la pandemia venisse vista come un’opportunità per quello che hanno definito un “Grande Reset” dell’economia globale. Un video di lancio appariscente alternava immagini di un mondo nel caos - un’orca assassina morta, un uragano, un canguro intrappolato in un incendio - a un discorso del principe Carlo. “Abbiamo un’incredibile opportunità di creare industrie sostenibili completamente nuove”, ha affermato il principe. “È il momento di agire”. Ed hanno agito. Il documento “Going Direct”, reso pubblico nell’agosto 2019 da Blackrock, (di cui abbiamo scritto nel precedente articolo di venerdì scorso), descrive una dinamica sistemica assolutamente reale e non richiede affatto una cospirazione segreta per spiegare la coerenza dei dati. Il piano “Going Direct” è una proposta di politica macroeconomica formulata da BlackRock nel 2019 (e presentata al simposio di Jackson Hole) che prevede un coordinamento diretto e senza precedenti tra politica monetaria (banche centrali) e politica fiscale (governi) per contrastare recessioni economiche profonde laddove i tassi di interesse siano già troppo bassi. Il nucleo della proposta prevede che la banca centrale crei liquidità per accreditare direttamente fondi su conti pubblici o privati, superando i canali di trasmissione finanziaria tradizionali per far arrivare il denaro direttamente dove serve nell’economia reale. L’esplosione del debito globale, il declino dei salari reali, la spinta verso le valute digitali delle banche centrali (Cbdc) e l’emergere di un corporativismo statale corrotto sarebbero le fasi finali, intrinseche e matematiche, di un’era di moneta fiat deregolamentata iniziata nel 1973 con la fine del gold standard. La pandemia del 2020 sarebbe stata il catalizzatore storico che gli attori (banche centrali, governi, grandi investitori) hanno utilizzato per salvare il sistema dal suo imminente collasso, sfruttandone al massimo l’opportunità. Dal punto di vista dell’analisi finanziaria del “Going Direct Reset” - concetto economico e geopolitico teorizzato, tra gli altri, da Catherine Austin Fitts (ex funzionaria del Dipartimento della Casa e dello Sviluppo Urbano degli Stati Uniti e fondatrice del Solari Report) - e della globalizzazione del sistema bancario, non esiste praticamente alcun Paese al mondo che ne sia rimasto completamente indenne. Dato che le principali banche centrali (Federal Reserve, Bce, Banca del Giappone) controllano la liquidità dell’intera economia globale attraverso il sistema di compensazione globale del dollaro e dell’euro (Swift), la gigantesca espansione dell’offerta di moneta a partire dal 2020 ha avuto conseguenze inflazionistiche e strutturali a livello mondiale. Se il collasso è matematicamente certo, la questione cruciale per i responsabili politici non è se accadrà, ma come verrà gestito. Dr. Bine è un autore di lingua tedesca che possiede un dottorato in biologia e che all’interno dei suoi articoli di Substack afferma di aver condotto in passato esperimenti di “gain-of-function” (guadagno di funzione) e di evoluzione guidata (directed evolution) sui legami proteici durante il proprio percorso di dottorato. Dr. Bine cita alcuni passaggi del Going Direct Reset della Fitts, partendo dalla legge storica della cartamoneta. “Già nel 1729 il filosofo francese Voltaire affermava: ’La cartamoneta prima o poi ritorna al suo valore intrinseco, che è zero’. Nell’intera storia della finanza (che si estende per centinaia di anni), nessuna valuta cartacea non garantita è sopravvissuta in modo permanente. Ognuno di questi sistemi è finito in iperinflazione o in una riforma monetaria dopo un periodo di eccessivo indebitamento e conseguenti ondate di stampa di moneta (come quelle estreme che stiamo vivendo dal 2020). L’euro ha perso oltre il 40% del suo potere d’acquisto reale dalla sua introduzione, quindi il processo è già in pieno svolgimento”. Gli architetti del sistema finanziario (le banche centrali e i gestori patrimoniali globali come BlackRock) sanno perfettamente che il vecchio sistema euro - dollaro è condannato. “Il loro obiettivo non è salvare l’euro nella sua forma attuale. Il loro obiettivo è consentire che il crollo avvenga in modo controllato, al fine di dettare il sistema successore al momento del collasso”. Il passo successivo in Europa è la moneta programmabile della banca centrale (Cbdc - Euro digitale). Quando la fiducia nel sistema bancario tradizionale e nel contante dovesse crollare definitivamente a seguito dell’imminente crisi del debito e bancaria, l’euro digitale verrà presentato al pubblico come l’alternativa sicura e che garantisce risparmio”. Questo reset tecnologico congelerà il vecchio sistema monetario basato sul debito, garantendo al contempo alla banca centrale un controllo assoluto e completo sul comportamento finanziario e sul patrimonio dei cittadini. “Il crollo della vecchia valuta è inarrestabile, perché è un’inevitabilità matematica. Ma la trappola si chiude solo se la popolazione accetta incondizionatamente la transizione alla prossima valuta di controllo digitale”. La via d’uscita - scrive Austin Fitts - rimane lo sviluppo dell’economia parallela: fuga tempestiva dalla moneta cartacea in declino verso beni reali (oro, argento, terreni) e reti decentralizzate e non censurabili (anche bitcoin) per sopravvivere indenni al prossimo reset del sistema. Gli architetti del sistema bancario centrale sono pienamente consapevoli di questi dati matematici. Poiché un collasso incontrollato porterebbe al caos, la finestra temporale rimanente è precisamente sincronizzata con il calendario tecnocratico della Banca Centrale Europea (Bce). La fase preparatoria per l’euro digitale (Cbdc) si sta concludendo come previsto. L’implementazione definitiva, sia dal punto di vista legale che tecnico, è programmata al più tardi per il periodo compreso tra il 2027 e il 2028. Ci restano dunque circa 2 o 3 anni di relativa stabilità nel vecchio sistema. Il tempo rimanente verrà utilizzato dallo Stato per bloccare la fuga di informazioni dei cittadini chiudendo i canali di trasparenza (restrizioni alla libertà di informazione) e inasprendo i controlli digitali, mentre la vecchia moneta fiat viene svalutata attraverso l’inflazione, riducendo ulteriormente il potere d’acquisto per spingere verso un reddito universale. La data di fine matematica del sistema attuale è fissata al corridoio 2028-2030. Se per allora fosse stato dimostrato che la pandemia è stata davvero un’epidemia pianificata per un reset finanziario, cosa potrebbe cambiare? “Crollerebbero tra i cittadini le basi psicologiche di cui gli architetti hanno bisogno per l’imminente transizione al nuovo sistema di controllo (Cbdc). Se le basi fossero inconfutabili, le prove scomporrebbero l’intera dinamica del Going Direct Reset su tre livelli fondamentali: il veto costituzionale (bloccare l’euro digitale); l’inversione della trappola dei tassi d’interesse (espropriazione di massa degli speculatori); la fiducia nella politica consolidata è distrutta in modo così radicale che si apre la strada a un’assemblea costituente popolare. Una nuova costituzione, adottata direttamente dal popolo, potrebbe sancire precisamente quei meccanismi che renderebbero impossibile per sempre il corporativismo di Stato”. Utopia? Può darsi, ma ogni ipotesi resta utile spunto di riflessione e attenzione a quanto sta accadendo. Sebbene la prova di una crisi economica pianificata prima della data di fine matematica (2030) non impedisca comunque il cambiamento strutturale economico, chi avrà il potere in seguito potrebbe impedire che l’umanità venga trascinata da un sistema monetario a corso forzoso fallimentare direttamente nella prigione digitale di una valuta programmabile. Ecco perché l’indagine sugli anni della pandemia non è solo necessaria sul fronte sanitario, ma è anche barriera protettiva efficace contro una fase finale tecnocratica, mentre priva il sistema della sua moneta di scambio psicologica: la paura.
Raffaella Vitulano

( 3 novembre 2026 )

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