Mercoledì 11 marzo 2026, ore 20:47

Global

Tre priorità per un’Europa più sovrana

La nuova sovranità europea, in un ordine mondiale in cui non si potrà più fare affidamento, Trump o non Trump, su un sistema di regole costruito con l’alleato statunitense, dipende da 3 priorità. Le ha elencate direttamente Ursula von der Leyen, parlando agli ambasciatori UE. La prima riguarda “sicurezza e difesa”. Il perseguimento della pace oggi significa, per il presidente della Commissione UE, mostrare al mondo la capacità europea “di proiettare la propria potenza”, cioè “dissuadere, contrastare e accrescere la propria influenza”. Si tratta, dunque, di “investire nei mezzi per proteggere il nostro territorio, la nostra economia, la nostra democrazia e il nostro stile di vita”. È “il centro della nostra nuova Strategia europea per la sicurezza”, che dovrà diventare “la mentalità predefinita, dalla difesa ai dati, dall'industria alle infrastrutture, dalla tecnologia al commercio”. La strategia parte da una base di 800 miliardi di investimenti entro il 2030 per rendere il messaggio chiaro: “La pace e la sicurezza in Europa dipendono da noi e ce ne assumiamo la piena responsabilità”. La seconda priorità sono “il commercio e gli investimenti con il mondo”. Perché il commercio, scandisce Von der Leyen, “non è solo economia, è potere”. Dal Messico alla Svizzera, dall’Indonesia al Mercosur fino all’India, i recenti trattati commerciali dimostrano, dice la tedesca, che “il mondo vuole commerciare con l’Europa”. E “non si tratta di ideologia - assicura - ma di fornire servizi alle famiglie, alle imprese e alle industrie europee”. Mercati aperti e catene del valore affidabili rafforzano l’economia UE, “e un’economia interna più forte ci rende più forti nel mondo”. Un esempio? Diversificazione delle catene UE del valore per chip e tecnologie pulite con Paesi come l’India, l’approvvigionamento di materie prime essenziali dall'America Latina e dall’Australia. “La nostra rete di accordi - rileva von der Leyen - copre attualmente quasi il 50 per cento del Pil mondiale. E più della metà degli scambi commerciali europei avviene all'interno della nostra rete di accordi. Ciò significa che le nostre aziende possono avere scambi commerciali prevedibili e basati su regole con oltre metà del mondo”. Alla diplomazia UE, allora, ed è questo il terzo elemento base per il rafforzamento della sovranità europea, si chiede un grande lavoro per realizzare i primi 2 obiettivi. La crisi di legittimità delle Nazioni Unite, impone di “cercare modi creativi per affrontare le crisi più gravi dei nostri tempi”, al netto di un’Europa “che è sempre stata pronta a impegnarsi in formati diplomatici innovativi, che si tratti di quartetti, gruppi di contatto o iniziative regionali”. Ogni nuova iniziativa, sostiene il presidente della Commissione, “dovrebbe mirare a integrare l'ONU, non a competere con essa o a sostituirla”, poiché “l'Europa non può plasmare il mondo rimanendo ai margini”. La sua politica estera cambia, con l’obiettivo di proteggere i suoi interessi e ribadire i suoi valori. Dalla difesa all’energia, dalle materie prime critiche alle tecnologie strategiche, il compito della diplomazia UE è “ridurre i rischi e diversificare le nostre collaborazioni nel mondo”, per “non dipendere da un unico fornitore per asset vitali”.
Pierpaolo Arzilla

( 9 marzo 2026 )

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