Sabato 19 settembre 2026, ore 11:21

Europa

Trump contro l’intesa Ue-Canada “Atto ostile, imporrò dazi elevati”

Imperativo, andare allo scontro. Sempre e comunque. Che nel caso di specie, significa risposta commerciale, visto che quella militare non è praticabile. La proposta di Ursula von der Leyen di fare del Canada il “primo membro associato” dell’UE, promuovendone anche l’adesione al futuro Consiglio di sicurezza europea, ha scatenato l’ennesima reazione scomposta di Donald Trump. “Penso che sia ridicolo”, ha tuonato il tycoon. Un atto che potrebbe essere considerato “ostile” dalla Casa Bianca. In quel caso, assicura Trump, “imporrò dazi molto elevati o interromperò tutti gli scambi commerciali con l’Europa”. In una fase molto turbolenta nei rapporti con Washington, gli interessi di Bruxelles e Ottawa convergono, soprattutto nella necessità di trovare nuove alleanze commerciali. L’UE, in particolare, cerca sponde economiche per strutturare la sua strategia di riequilibrio del potere tra le due superpotenze, Cina e USA. “Guardiamo il mondo con gli stessi occhi: dall'intelligenza artificiale ai cambiamenti climatici, dall'Artico alla geopolitica”, ha detto von der Leyen mercoledì, invitando Canada e UE a “costruire un futuro comune”. Lo status di membro associato che si sta valutando per il Canada non è tuttavia definito legalmente dai trattati UE. La Germania ha recentemente proposto che all'Ucraina venga concesso tale status, suggerendo che i ministri di Kiev potrebbero partecipare ad alcuni vertici, senza però avere diritto di voto. Messe all’angolo dai dazi statunitensi e dalla concorrenza cinese, Canada e UE cercano di capitalizzare la loro cooperazione. I loro scambi commerciali sono, infatti, aumentati dell’80 per cento già dal 2016, con l'entrata in vigore dell’accordo di libero scambio che ha eliminato quasi tutti i dazi. Quest'anno il Canada è diventato il primo Paese extra UE ad aderire al programma di difesa europeo Safe. Le due parti esamineranno i settori strategicamente importanti per la loro sovranità: energia, IA e materie prime critiche, in particolare le terre rare, come dichiarato all'AFP dall'ambasciatore canadese a Bruxelles, Jonathan Wilkinson. Ottawa, rileva, spera di raggiungere un accordo che consenta alla Banca europea per gli investimenti di finanziare progetti canadesi sui minerali strategici, per ridurre la dipendenza dalla Cina. Giovedì Mark Carney è intervenuto al Parlamento europeo. L’accoglienza degli eurodeputati è sembrata quella tipica che si riserva a un primo ministro di un Paese aggredito. È il gioco delle parti, si dirà. Non a caso ha messo l’accento sui valori di “libertà”, “sovranità” e “sicurezza”, con richiami all’intervento militare in Europa nella seconda guerra mondiale. “Canada ed Europa - ha detto alla plenaria di Strasburgo - non sono legati da vincoli geografici, ma da un'affinità elettiva, scelta, rinnovata e, proprio per questo, ancora più forte. Canada ed Europa insieme sono più forti”. Carney assicura che non vuole proporre “un terzo blocco” con l'obiettivo di diventare una grande potenza rivale. “Non cerchiamo il potere per dominare gli altri, ma perseguiamo la resilienza affinché nessuno possa controllare i nostri mercati aperti, la nostra sovranità, minacciare la nostra integrità territoriale, le nostre democrazie”.
Pierpaolo Arzilla

( 17 settembre 2026 )

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