Come ai tempi della Rivoluzione francese. Ursula von der Leyen cita Charles Dickens per aprire il suo discorso a Strasburgo sullo stato dell’Unione. “Era il migliore di tutti i tempi, era il peggiore di tutti i tempi”: così lo scrittore inglese vedeva l’Europa in quel periodo di forti tensioni. Di fronte a “sfide senza precedenti”, l’UE, dice il presidente della Commissione europea parafrasando l’autore di David Copperfield, “è solida come mai prima d'ora e può sembrare precaria come mai prima d’ora”. Una contraddizione, dice la tedesca, che rispecchia “questi tempi eccezionali, quest'epoca complessa di grandi possibilità e di grandi pericoli”. Di fronte ai quali occorre “un’Europa indipendente, che abbia il potere di agire”, un’entità politica “forte che difenda i propri valori nel mondo”, contro minacce che non sono necessariamente tutte esterne. Che “si tratti di ultranazionalisti o euroscettici - avverte - il loro obiettivo è lo stesso: frantumare la nostra unità”. L’indipendenza si sviluppa soprattutto, alla luce delle conseguenze economiche delle guerre in Ucraina e Iran, con la capacità di investire nelle energie pulite prodotte internamente: rinnovabili e nucleare. Indipendenza, dice von der Leyen, significa anche elettrificare: “Puntiamo a raddoppiare la quota di energia elettrica entro il 2040. In questo modo l'Europa potrebbe ridurre di 260 miliardi di euro l'anno i costi delle importazioni di combustibili fossili”. C’è tuttavia da portare avanti il dialogo con una Cina che vincola l’UE in maniera eccessiva. La nostra dipendenza da Pechino, rileva, “supera l’80 per cento per molte materie prime critiche e tocca il 90 per alcune terre rare: abbiamo fatto tanto, ma non siamo gli unici a tentare la via della diversificazione. Dobbiamo acquisire e costituire con urgenza riserve”. Altre sfide sono il clima e l’IA. A ottobre la Commissione presenterà “un nuovo quadro per la resilienza ai cambiamenti climatici”, che individuerà “100 fra i territori più vulnerabili in Europa”, “valuterà i rischi e individuerà il livello al quale debbano essere gestiti”. L’UE istituirà, inoltre, una Climate Insurance Alliance per affrontare il divario nella copertura assicurativa delle catastrofi, poiché “oggi solo circa il 25 per cento delle perdite da catastrofi in Europa è coperto da assicurazioni private”, il che “significa che, troppo spesso, i bilanci nazionali diventano l'assicuratore di ultima istanza”. L’AI Act, poi, “pone l'Europa nella posizione di poter orientare gli sforzi globali” per governare l’intelligenza artificiale. Bruxelles vuole “collaborare sulla valutazione dei modelli, la verifica, l'allerta precoce e la sicurezza dell'IA”. Von der Leyen inviterà “i principali laboratori all'avanguardia a un dibattito su come possiamo sostenere gli sforzi in corso per stare al passo con le innovazioni”. Molti dei rischi dell'intelligenza artificiale, ammette, “si ripercuotono anche sull'economia sociale di mercato dell’Unione”. L’IA, aggiunge, “deve aiutare ad acquisire competenze, migliorare la qualità dei posti di lavoro e dare una reale possibilità ai lavoratori. Per questa ragione serve un atto legislativo sui posti di lavoro di qualità, che presenteremo entro la fine dell’anno”.
Pierpaolo Arzilla

