In un’intervista del 2007 con Democracy Now, il generale Wesley Clark raccontò di aver visitato il Pentagono circa dieci giorni dopo l’11 settembre e di essere stato informato da un alto ufficiale che gli Stati Uniti avevano deciso di attaccare l’Iraq. Alcune settimane dopo, lo stesso ufficiale gli mostrò un memorandum che delineava piani per “liquidare sette stati in cinque anni”, iniziando con l’Iraq e proseguendo con Siria, Libano, Libia, Somalia, Sudan e Iran. Queste dichiarazioni suggeriscono che, già all’indomani degli attentati dell’11 settembre, esistevano piani strategici per una serie di interventi militari volti a rimodellare il panorama geopolitico del Medio Oriente e di altre regioni. Clark espresse preoccupazione riguardo a questa strategia, sottolineando l’assenza di una minaccia imminente da parte di questi paesi e mettendo in discussione la decisione di intraprendere tali azioni militari. Le campagne di guerra in molti paesi sono ormai storia, la guerra con l’Iran è appena cominciata. E’ suggestivo come a tutta una serie di avvenimenti sia stata impressa una accelerazione negli ultimi anni: crac finanziari, pandemie, guerre. Recenti i fascicoli di Epstein, buttati lì in pasto alla gente per distrarla da attacchi imminenti. I fascicoli sembrano oggi raccontare una storia di falsa responsabilità della classe dirigente. La vecchia guardia è cattiva, la corruzione è stata sradicata, la responsabilità spetta al solito club. La previsione più attendibile è che quest’epoca di presunta responsabilità abbia ancora molta strada da fare, e qualche membro in declino dell’élite dovrà probabilmente ricorrere ancora alla spada per far avanzare la narrazione. Poi ci sono interviste provocatorie, come quella della banchiera baronessa Ariane de Rothschild, che compare in un articolo di prima pagina sul Telegraph dal titolo: “Per favore, ignorate i miei grandi e sinistri segreti!”. Ariane de Rothschild davvero cerca di rassicurare i clienti della sua banca privata svizzera sui suoi legami con Jeffrey Epstein? Come se non bastasse, il New York Post ha pubblicato un elenco “trapelato” dei partecipanti al Bohemian Grove, club maschile d’élite e super segreto con sede nella regione vinicola della California: i nomi spaziano dall’ex conduttore di un programma notturno Conan O’Brien al miliardario ex sindaco di New York Michael Bloomberg, fino all’ex ceo di Google Eric Schmidt. Secondo il San Francisco Standard, l’elenco dei soci del Bohemian Grove, un campeggio privato di 2.700 acri nella contea di Sonoma che ospita un ritiro annuale di due settimane e ha una club house a San Francisco, sarebbe stato ottenuto da un giornalista indipendente - Daniel Boguslaw sul suo Substack Deeper States - e confermato da un membro del club. L’ampio elenco di oltre 2.000 membri nel 2023 comprende il meglio del mondo degli affari, della tecnologia e della finanza, tutti divisi in “campi”, simili a confraternite. Insomma, la crème de la crème dell’élite Usa. Il club è famoso per la cerimonia della “Cremazione della Cura” (un rituale simbolico che coinvolge l’incendio di un’inquietante effigie per bruciare le preoccupazioni quotidiane) e per il networking di alto livello, e si dice da tempo che fungesse da circolo sociale per i potenti. Tutte queste rivelazioni alla vigilia di un attacco all’Iran suonano decisamente come armi di distrazione di massa. Basta unire i puntini. Le persone continuino a spettegolare e a distrarsi. I sistemi nervosi, già sopraffatti dalla guerra psicologica degli ultimi sei anni, hanno ancora più cose da elaborare e questo instilla un senso più profondo di impotenza e frustrazione. Giocano con la paura e amano anche rafforzare il loro senso di superiorità e di intoccabilità. Riuscite a immaginare code lunghe chilometri per acquistare razioni di carburante a 5 sterline al litro? Non c’è bisogno di immaginarlo, sta succedendo proprio ora in Medio Oriente. È iniziata l’operazione Dodge Epstein che sposterà gli equilibri delle elezioni di medio termine negli Usa. Per non parlare del fatto che, per pura coincidenza, proprio nel momento critico è scoppiata una guerra aperta tra Pakistan e Afghanistan. La pubblicazione di ben 3 milioni di file su Epstein dev’essere stata attentamente calcolata nel corso di molti anni. Dopotutto, hanno conservato quei file per anni. Saranno state prese decisioni su chi potesse essere sacrificato in termini di carriera, di libertà, di denaro. Ciò che quasi certamente accadrà è che le dinastie più potenti cercheranno di eludere ogni resa dei conti. Ma una cosa ormai è chiara: i politici sono strumenti di pesci grossi che agiscono dietro le quinte, che comprano influenza, ricattano i subordinati e fanno crollare i mercati finanziari. Qualcosa si agita sullo sfondo, quando saltano fuori dalle e-mail di Epstein e si fanno i nomi di persone che potrebbero aver frequentato Bohemian Grove. Ma come lo scandalo dei Panama Papers “trapelati”, probabilmente non ci saranno conseguenze per le élites. Off Guardian è crudo: se politici e giornali parlano di qualcosa, deve trattarsi di una distorsione della verità, forse per distogliere le masse da sviluppi più importanti. Ex giornalista investigativa dell’Irish Independent, Gemma O'Doherty, dalla sfacciata schiettezza, spesso considera i principali eventi di cronaca come “operazioni psicologiche”. Incidenti o attacchi violenti vengono simulati per meccanismi di risoluzione dei problemi, solitamente per indurre la società ad accettare controlli più severi. Altri osservatori sostengono che alcune o tutte le e-mail siano vere, ma esorta gli analisti a essere più critici sulla significatività dei messaggi e sui motivi per cui sono finiti in prima pagina. Infine, Il walk’n’talk di Gareth Icke su YouTube che invita alla vigilanza: la verità potrebbe sembrare emergere, ma i poteri forti hanno avuto più di un anno per curare e censurare i dati. Ci stanno permettendo di vedere solo ciò che vogliono che vediamo. Non possiamo essere certi della veridicità di nulla, ma ci sono alcuni fatti innegabili (ad esempio, i rapporti di Mandelson con il finanziere-pappone quando era al governo). A parte il sensazionalismo, sarebbe altrettanto ingenuo presumere che qualsiasi accusa mostruosa sia, per definizione, falsa. Minimizzare ciò che il Vice Procuratore Generale degli Stati Uniti ha di fatto ammesso non è più sostenibile. Altrettanto certo è che i recenti dossier sono per lo più una grande distrazione, un po’ come lo è sempre la tv salace. In questo momento, stanno succhiando tutto l’ossigeno dal sistema informativo per distrarre dall’avvicinarsi della Terza Guerra Mondiale. Iran, Russia, Cina e Pakistan affermano tutti che l’attacco all’Iran si trasformerà molto rapidamente in una guerra regionale e poi mondiale. L’Europa è determinata a dichiarare guerra alla Russia. Tutto ciò è stato fatto con la piena cooperazione delle agenzie di intelligence. Whitney Webb (giornalista doc) ha scritto una serie di libri su questo argomento tre anni fa con citazioni, riferimenti e fonti: “Epstein era un uomo accreditato da David Rockefeller, membro del consiglio di amministrazione della Rockefeller University, ammesso al Council on Foreign Relations e alla Commissione Trilaterale, inserito in tre rami della dinastia Rothschild, in regolare corrispondenza con un ex Segretario del Tesoro degli Stati Uniti, un ex Consigliere della Casa Bianca, un ex Primo Ministro israeliano, un ex Commissario europeo per il commercio, il presidente del Comitato norvegese per il Nobel e il Presidente dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, che aveva progettato il veicolo di investimento d’impatto con i dirigenti più anziani di JPMorgan, specificato l’architettura della valuta digitale tokenizzata a Summers, proposto la valuta digitale sovrana al sovrano di Dubai, finanziato la ricerca sull’intelligenza artificiale e sulla crittografia ora implementata dalle banche centrali e inserito personale nella Banca Mondiale, nel World Economic Forum, nell’Nhs Digital e in Goldman Sachs”. E’ sufficiente unire i puntini per capire meglio ora la questione mediorientale.
Raffaella Vitulano

