Martedì 31 marzo 2026, ore 7:36

Strasburgo 

Via libera finale dell’Eurocamera alla riforma del Patto di stabilità 

Ottantanove testi da votare in tre giorni: l'ultima Plenaria dell'Eurocamera sarà una maratona legislativa senza precedenti nella storia comunitaria. Nella settimana in cui gli eurodeputati salutano - alcuni definitivamente - Strasburgo sono anche chiamati a concretizzare l'infornata di provvedimenti che ha segnato l'ultima tranche della Commissione di Ursula von der Leyen. Non sono votazioni scontate e, su alcuni testi, il rischio di una spaccatura della maggioranza Ursula è dietro l'angolo, a cominciare, si temeva, dal più importante dei provvedimenti, il Patto di stabilità. Alla fine, nella mattinata di ieri è però arrivato il via libera definitivo dell'Eurocamera.

Le direttive per la nuova governance economica dell'Europa sono state approvate con 359 voti favorevoli, 166 contrari e 61 astensioni. I presenti in Aula a Strasburgo erano 586. Poco prima l'Aula ha approvato il cosiddetto braccio preventivo della nuova norma (367 sì, 161 contrari e 69 astensioni) e il braccio correttivo, con 368 voti contrari, 166 contrari e 64 astensioni. Con il nuovo Patto di stabilità l'Italia ha di fronte "una doppia sfida, la sfida di politiche di bilancio prudenti, indispensabili per un Paese con un deficit e un debito così alto ma, al tempo stesso, la sfida a continuare con investimenti pubblici che sostengano la crescita", ha detto il commissario Ue agli Affari Economici Paolo Gentiloni ai cronisti a Strasburgo.

"Certamente chi ha il deficit più alto ha una sfida più complicato ma, con le regole esistenti sarebbe forse molto difficile da attuare", ha aggiunto. Inoltre, la decisione sulle procedura per disavanzo eccessivo "sarà presa quando presenteremo il pacchetto di primavera, e ciò accadrà il 19 giugno. Ovviamente, guardando ai dati dell'Eurostat si può avere un'anticipazione delle potenziale decisione ma la decisione vera e propria si avrà nella seconda metà di giugno", ha ricordato Paolo Gentiloni ai cronisti. Il lavoro sulla nuova governance economica è stato molto complesso. Il Patto sul quale alla fine hanno trovato un'intesa i 27 è molto diverso da quello proposto dalla Commissione e da quello che avrebbe voluto il Pe.

Il testo mantiene per ciascun Paese membro il parametro del 3% per il deficit e, soprattutto, introduce quello dell'1,5% come garanzia per eventuali crisi. Sul debito le nuove norme prevedono un taglio dell'1% annuo per i Paesi, come l'Italia, che superano la soglia del 90% del Pil. Ma con un appendice: la possibilità di concordare con la Commissione una traiettoria di rientro più morbida, settennale, mettendo sul tavolo, come contropartita, un piano di riforme. E, come altra concessione ai Paesi ad alto debito, il Patto prevede che le spese cofinanziate dall'Ue e dal governo nazionale siano escluse dal conteggio della spesa.n mezzo a questa salva di votazioni, l'Eurocamera oggi troverà il tempo di celebrare, con Romano Prodi come ospite d'onore, i 20 anni dell'allargamento. I vertici Ue saranno tutti presenti, a cominciare da von der Leyen.
Rodolfo Ricci

( 23 aprile 2024 )

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