Sabato 18 luglio 2026, ore 1:21

Previdenza complementare

Adesione automatica al via

Adesione automatica alla previdenza complementare al via, almeno per il settore privato (esclusi i lavoratori domestici, quelli del pubblico impiego e i lavoratori intermittenti, salvo diversa indicazione del decreto attuativo): è quanto prevede la norma introdotta dalla Legge di Bilancio 2026. Da oggi 1° luglio, infatti, il Tfr del lavoratore confluirà automaticamente nel fondo pensione previsto dal contratto collettivo di lavoro o, in presenza di più fondi collettivi di riferimento, in quello a cui è iscritto il maggior numero di dipendenti, salvo diverso accordo aziendale. Secondo le nuove regole introdotte dalla Manovra (Legge n. 199/2025) viene fatta una distinzione tra lavoratori alla loro prima assunzione e lavoratori che hanno già avuto precedenti rapporti di lavoro. Nel primo caso, infatti, il lavoratore neoassunto ha 60 giorni per scegliere se aderire a una forma pensionistica complementare o mantenere il Tfr presso il datore di lavoro. In assenza di una scelta, si applica il meccanismo di adesione automatica alla forma pensionistica collettiva prevista dal contratto collettivo applicato in azienda oppure, in mancanza, alla forma pensionistica residuale. Nel secondo caso, invece, il lavoratore non alla sua prima assunzione e con precedenti rapporti di lavoro, che avesse già aderito in passato a una forma pensionistica complementare, nei 60 giorni successivi all'inizio dell'attività lavorativa dovrà invece indicare al nuovo datore di lavoro il fondo pensione al quale vuole destinare il Tfr, senza la possibilità di optare per il mantenimento del Trattamento in azienda, salvo qualora la posizione nel fondo pregresso sia stata integralmente riscattata.

Una misura che la Cisl rivendica con grande soddisfazione: “Una conquista importante per lavoratrici e lavoratori” l'ha definita la leader della Cisl, Daniela Fumarola. “Superare il vecchio silenzio-assenso - ha proseguito - significa rafforzare da subito la tutela previdenziale, valorizzare i fondi negoziali della contrattazione collettiva e costruire pensioni future più dignitose e adeguate. La Cisl ha sostenuto con determinazione questa scelta, perché la previdenza complementare deve diventare uno strumento accessibile, diffuso e realmente esigibile. È un risultato concreto del sindacato riformista, capace di trasformare le proposte in tutele vere per le persone”.

Anna Taverniti

( 1 luglio 2026 )

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