Martedì 23 giugno 2026, ore 20:19

Pensioni

In calo del 34% i trattamenti previdenziali delle donne

Un importo medio di pensioni di invalidità, vecchiaia e superstiti di 1.876,1 euro al mese, ma con una consistente differenza di genere tra le retribuzioni, ossia 1.491,7 per le donne, inferiore del 34% ai 2.260,6 euro medi mensili degli uomini: è quanto si legge nel Rendiconto sociale 2024 Inps presentato ieri a Roma. Una difformità sostanziale tra uomini e donne che, per le pensioni di vecchiaia dei dipendenti privati, sfiora il 45%, e che si è fatta evidente anche per ciò che riguarda il numero di pensioni liquidate, con 834.658 pensioni previdenziali, 445.749 alle donne e 388.909 agli uomini, in calo rispetto al dato registrato nel 2024 (861.949 di cui 454.544 alle donne e 407.405 agli uomini), e ancor più rispetto al 2022 (878.369, in quattro anni il calo è stato pari al 4,976%), con una spesa passata da 320 miliardi del 2024 ai 325 miliardi del 2025. Per Quota 103, con il ricalcolo contributivo, nell'anno sono state accolte appena 4.868 domande a fronte delle 112.982 della Quota 100 del 2021, ultimo anno nel quale era stato possibile andare in pensione con 62 anni di età e 38 di contributi, mentre le prestazioni erogate con Opzione donna, per effetto di una regolamentazione più restrittiva introdotta negli ultimi due anni, sono calate da 26.427 nel 2022, a 12.763 nel 2023, a 4.784 nel 2024, a 3.860 nel 2025. C'è un dato, però, che su tutti, è quello che ha riportato un aumento significativo, ed è quello riguardante il numero di persone emigrate dall'Italia nel 2024: 141.056, il valore più alto degli ultimi 10 anni, mentre gli immigrati sono stati 247.274. Un saldo migratorio positivo per 106.218 unità mentre il saldo demografico complessivo che tiene conto del saldo naturale (tra nascite e morti) negativo per 283.165 unità è stato negativo per 176.947 unità.

Dati che evidenziano un ulteriore cambiamento della società e del sistema previdenziale, sistema che, come dichiarato dal presidente Inps, Gabriele Fava, risente delle grandi trasformazioni italiane. “La previdenza resta naturalmente il cuore della nostra entità - ha dichiarato - ma proprio l'esperienza previdenziale ci insegna una cosa fondamentale: una pensione non nasce quando viene liquidata. E' il risultato di una storia che inizia molto prima. Dipende soprattutto dalla qualità del lavoro, dalla continuità dei percorsi professionali, dai salari, dalla formazione, dalla capacità del sistema produttivo di generare occupazione stabile. Per questo oggi il tema della sostenibilità previdenziale non può essere separato dal tema del lavoro. La fragilità di oggi rischia di diventare la vulnerabilità sociale di domani”. Per Fava il Rendiconto è stato lo strumento per mostrare anche il cambiamento profondo riguardante i bisogni delle persone che non seguono più categorie rigide, e con carriere discontinue che possono incidere sulla pensione futura. Una consapevolezza sulla quale, come dichiarato dal presidente Inps, si fonda l'evoluzione dell'Istituto che si trova davanti a una svolta: “Non si tratta ora di cambiare la natura dell'Inps, ma di interpretarla alla luce di una società diversa. Per decenni il welfare pubblico ha risposto principalmente ai bisogni, agli eventi, quali la pensione, la maternità, la perdita del lavoro, la malattia, una condizione di difficoltà. Oggi, la sfida vera è provare a leggere meglio quello che accade prima, comprendere i percorsi collegati, collegare le informazioni, accompagnare le persone nelle diverse fasi della vita”. E un ruolo importante in tutto questo è quello ricoperto dalla tecnologia e dalla presenza umana che devono incontrarsi.

Tecnologia da valorizzare e utilizzare per aiutare le persone, soprattutto quelle più fragili, come detto anche da Valeria Vittimberga, direttore generale dell’Inps, la quale ha sottolineato il valore di un Rendiconto sociale che, oltre a evidenziare preoccupazioni come la denatalità, l’invecchiamento della popolazione, le disuguaglianze e le nuove povertà sociali, consegna anche motivi di fiducia, con un mercato del lavoro che migliora, servizi pubblici più efficienti, una crescente capacità dell’Istituto di accompagnare i cittadini e le imprese nei momenti importanti della loro vita, dove “La missione dell'Inps non consiste semplicemente nell’amministrare prestazioni, ma nel contribuire alla costruzione della coesione sociale del Paese e nel dare concreta attuazione ogni giorno a quel principio di solidarietà che la Costituzione pone a fondamento della nostra convivenza civile”.

Anche Roberto Ghiselli, presidente del Civ Inps, nella sua relazione di fine mandato, ha affrontato la condizione del sistema previdenziale, sottolineando l'infondatezza degli allarmismi sulla sua tenuta, anche se è opportuno riflettere e capire come affrontare le criticità presenti “Per non rischiare di indebolire un sistema di protezione sociale che, malgrado tutto, mantiene ancora forti caratteri di inclusività e universalità”. Tra questi, la necessità che il sistema economico e produttivo generi più sviluppo, per ciò che concerne la produzione e la redditività, non solo per ragioni economiche e per la sostenibilità finanziaria del sistema previdenziale, ma anche per la tenuta sociale del Paese. Allo stesso tempo, secondo Ghiselli, risulta importante riuscire a governare le dinamiche migratorie e le politiche di genere, e questo in considerazione delle tendenze demografiche in continua diminuzione. Infine, per Ghiselli sarebbe opportuno affrontare alcuni nodi rimasti irrisolti nell'ambito di una verifica complessiva del sistema pensionistico a 30 anni dalla riforma Dini, a partire dal futuro previdenziale delle generazioni più giovani: “Nel momento in cui, per molti di loro, la combinazione fra un lavoro discontinuo e a basso reddito e il sistema di calcolo contributivo sarà certamente dirompente, è del tutto fuorviante pensare che possa essere risolutiva la previdenza complementare, istituto comunque da valorizzare e far crescere”. Allo stesso modo, sempre secondo Ghiselli, sarebbe da riequilibrare il continuo innalzamento dell'età pensionabile legato alla speranza di vita, così come andrebbe posta maggior attenzione al lavoro di cura, delle donne e ai lavori gravosi.

Anna Taverniti

(Foto di Daria Trofimova su Unsplash)

( 23 giugno 2026 )

Mostre

Una pittura che diventa spazio

Il Museo d’Arte di Mendrisio dedica la prima monografica al lavoro di Felice Varini

  • Email Icon
  • Facebook Icon
  • Twitter Icon
  • Pinterest Icon
Commenta Icona

Libri

I ricordi sono documenti

La poesia può ancora raccontare, chiedere, delineare l’abitudine e l’occasionalità dell’esistenza umana che si compone, per lo più, di accadimenti comuni

  • Email Icon
  • Facebook Icon
  • Twitter Icon
  • Pinterest Icon
Commenta Icona

Magazine

Via Po Cultura

SOLO PER GLI ABBONATI

Baudelaire sottrae all’arte il monopolio della bellezza ideale e restituisce dignità artistica a ciò che appare deforme, eccessivo, sgradevole, ridicolo

  • Email Icon
  • Facebook Icon
  • Twitter Icon
  • Pinterest Icon
Commenta Icona

FOTO GALLERY

Immagine Foto Gallery

© 2001 - 2026 Conquiste del Lavoro - Tutti i diritti riservati - Via Po, 22 - 00198 Roma - C.F. 05558260583 - P.IVA 01413871003

E-mail: conquiste@cqdl.it - E-mail PEC: conquistedellavorosrl@postecert.it