Giovedì 10 settembre 2026, ore 21:30

Previdenza

Un libretto per i nuovi nati per costruire la pensione di domani

Una strategia complessiva di sostegno alla situazione dei giovani, all'interno della quale prevedere anche un libretto previdenziale per i nuovi nati: è la proposta avanzata dalla ministra del Lavoro e delle Politiche sociali, Marina Calderone. L’apertura di una posizione previdenziale alla nascita alimentata da un contributo pubblico iniziale e aperta a successivi versamenti da parte della famiglia rappresenterebbe, infatti, una delle opzioni che, secondo quanto riferito da Calderone, il governo starebbe valutando per rafforzare la posizione previdenziale delle nuove generazioni. Secondo la ministra del Lavoro, di fronte alle trasformazioni demografiche che stanno interessando tutti i Paesi e, l'Italia in particolare, molte sono le sfide che riguardano la sostenibilità del sistema pensionistico, motivo per il quale è necessario rafforzare la previdenza, quindi anche il lavoro, aumentando l'occupazione e sostenendo la crescita dei redditi, dando al contempo ai giovani strumenti nuovi “per costruire per tempo una pensione adeguata”.

L'idea di fondo nei “desiderata” di Calderone e del governo, quindi, sarebbe quella di “anticipare il momento in cui si comincia a costruire la sicurezza previdenziale della persona, sfruttando un orizzonte temporale molto lungo e gli effetti della capitalizzazione, per creare una dotazione destinata ad accompagnarla fino all'età pensionabile”.
Una proposta condivisa anche dal presidente dell'Inps, Gabriele Fava, il quale, intervenendo all’evento “A tua difesa - Verso la finanziaria”, organizzato a Roma dalla Lega, ha sottolineato come il sistema previdenziale di oggi sia “pensato per un rapporto tra chi lavora e chi percepisce la pensione, e si trovi davanti, inevitabilmente, ad un incrocio che non può più ignorare: invecchiamento, denatalità e il lavoro che l’intelligenza artificiale sta trasformando. Per questo il welfare deve contestualizzarsi”, passando da un modello statico ad uno dinamico, che possa anticipare, cambiando la vita delle persone in positivo, e prima che il problema diventi concreto. Per questo, secondo Fava, la proposta da fare sarebbe quella di “mille euro per ciascun nato all’anno, destinati al futuro previdenziale di ciascuno": non un bonus ma, alla stregua di quanto avanzato dalla ministra Calderone, un libretto di risparmio, un investimento pubblico che accompagni la persona dal suo primo giorno di vita all’ingresso nel lavoro, “uno strumento semplice e riconoscibile, alimentato dallo Stato fin dalla nascita e destinato a crescere nel tempo attraverso un meccanismo di capitalizzazione”.
Con circa 355 mila nuovi nati, la misura proposta, secondo Fava, avrebbe un costo iniziale nell’ordine di 355 milioni di euro annui per ciascuna nuova generazione interessata: una cifra “piccola per lo Stato ma enorme per chi la riceve”. A sostenere l’ipotesi di un libretto previdenziale per i nuovi nati sin dalla nascita anche il presidente di Noi Moderati, Maurizio Lupi, proposta peraltro già avanzata dallo stesso partito agli Stati generali del welfare organizzati con Renata Polverini lo scorso giugno. “È la nostra stessa direzione quella del sostegno alla famiglia e alla natalità, testimoniata da quattro anni di battaglie in Parlamento” ha detto Lupi, per il quale "si tratta di garantire un futuro alle nuove generazioni e un libretto previdenziale inizialmente alimentato con un contributo dello Stato, ma aperto al contributo di genitori, parenti, nonni, che darebbe una risposta concreta in tal senso. In un momento di forte crisi demografica - ha concluso il presidente di Noi Moderati - per lo Stato e per le famiglie non sarebbe certo un costo ma un investimento”.

Anna Taverniti

( 10 settembre 2026 )

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