Mercoledì 16 settembre 2026, ore 4:05

Riforme 

Legge elettorale, via libera del Senato 

Con 113 voti favorevoli e 71 contrari, l'Aula del Senato ha dato il via libera alla legge elettorale. Il testo, modificato da Palazzo Madama, passa ora all'esame della Camera per la terza e ultima lettura. Il suo approdo in Aula a Montecitorio per il via libera definitivo è fissato per il 28 settembre.
Dure le opposizioni per le quali si tratta di una ”legge truffa”; mentre per la maggioranza viene garantita la stabilità.
Il nuovo sistema di voto è proporzionale puro, ma prevede un premio di maggioranza per la coalizione che raggiunge il 42 per cento dei consensi in entrambe le Camere, che si traduce in 70 deputati e 35 senatori, con un tetto massimo però di 220 deputati e 113 senatori. Al momento della presentazione di simbolo e programma i partiti devono indicare il candidato presidente del Consiglio che proporranno per la nomina al Presidente della Repubblica. Dopo la bocciatura alla Camera, il centrodestra è riuscito a trovare un accordo per introdurre un meccanismo di preferenze: restano i capilista bloccati, seguiti da una lista di sei nomi tra i quali l'elettore ne potrà scegliere tre. Un sistema che consentirà l'elezione di candidati indicati alle urne soprattutto all'interno dei partiti più forti. L'alternanza uomo-donna interviene dal secondo nome presente in lista, mentre andrà rispettata la quota 60-40 nel listone riguardante gli eletti con il premio di maggioranza. Va all’attacco il capogruppo del Pd al Senato Francesco Boccia secondo il quale il centrodestra e la premier Meloni con questa legge elettorale ”stanno cacciando le donne dal Parlamento”. Replica la ministra per le Riforme Elisabetta Casellati: ”L'alternanza di genere può restare un fatto semplicemente formale se poi non c'è un'attuazione conforme da parte dei partiti che devono scegliere in un certo modo”.
Prevista la soglia di sbarramento del 3 per cento per entrare in Parlamento, anche se nella coalizione che supera almeno il 10 se nessun partito raggiunge la soglia viene ripescato il cosiddetto miglior perdente. Tuttavia, grazie ad una modifica approvata al Senato tutti i partiti concorrono alla somma dei voti della coalizione, qualunque sia la percentuale raggiunta, anche se per l'attribuzione dei seggi varranno le soglie di sbarramento.
Tema particolarmente divisivo nelle ultime ore quello della raccolta firme per la presentazione delle liste. Previste esenzioni per i partiti che hanno un gruppo parlamentare in almeno un ramo del Parlamento dal 31 dicembre 2025 (Azione, Avs e Noi Moderati). Per chi ha invece un gruppo o una componente in almeno una delle Camere al momento della convocazione dei comizi (Più Europa e Futuro Nazionale), resta l'obbligo di raccogliere almeno 1.500 firme per collegio. Mentre è stato aumentato notevolmente il numero di firme da raccogliere per i partiti non presenti in Parlamento, come ad esempio i centristi di Progetto civico di Alessandro Onorato: per loro il numero di sottoscrizioni sale da 1.500 a 6.000 per collegio. Numeri dimezzati se la legislatura termina anticipatamente.
Vengono ridotte le circoscrizioni per l'elezione dei rappresentanti degli italiani all'estero, prevedendone due per i deputati e una i senatori. Infine viene disciplinato il voto degli elettori ”fuori sede”, ovvero quelli temporaneamente domiciliati in una regione diversa da quella di iscrizione elettorale per motivi di studio, lavoro o salute, in occasione di elezioni politiche ed europee, nonché in occasione dei referendum abrogativi e costituzionali, definendo, in particolare, le modalità di presentazione e di eventuale revoca della relativa istanza, nonché di rilascio dell'attestazione di ammissione al voto. La norma si applica anche caregiver familiari di una persona con grave disabilità o in condizione di non autosufficienza che operino presso una struttura sanitaria o in favore di un minore sottoposto ad assistenza sanitaria, terapia o trattamento medico presso una struttura sanitaria. Vengono definite in particolare, le modalità di presentazione e di eventuale revoca della relativa istanza, nonché di rilascio dell'attestazione di ammissione al voto.
Secondo Youtrend con la nuova legge elettorale i parlamentari eletti con preferenze potrebbero assestarsi intorno al 43%. La percentuale sarebbe leggermente più bassa al Senato (42%) e più alta al Camera (44%). Il dato è stato stimato proiettando una quota di pluricandidature, sulla base dello storico alle ultime elezioni politiche, e applicando il premio di maggioranza, che facendo scattare 70 deputati e 35 senatori per la coalizione vincente fa scorrere una serie di eletti con preferenze. Secondo l'analisi di Youtrend, risulterebbero eletti con preferenze nel dettaglio il 50% dei candidati nelle liste della coalizione vincente e il 30% di quelli eletti nelle altre liste. A questo conteggio è possibile aggiungere gli eletti all'estero, 8 alla Camera e 4 al Senato, che sarebbero scelti con preferenze come già nell'attuale sistema elettorale.
Giampiero Guadagni

( 15 settembre 2026 )

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