Venerdì 24 aprile 2026, ore 14:41

Dibattito 

Quel paradosso della politica italiana 

Appare un paradosso. E di fatto lo è. Detto in termini più semplici e comprensibili, nel panorama politico italiano - anche se viviamo, e ormai da molto tempo, in una stagione post ideologica e profondamente segnata dal populismo anti politico e demagogico - tutti, chi più e chi meno, si sono organizzati. Parlo, cioè, di quello che rimane delle vecchie ed antiche culture politiche. Quelle che un tempo si chiamavano le tradizioni ideali a cui facevano riferimento i singoli partiti e movimenti politici. Per andare nello specifico e per fermarsi alle dinamiche concrete ed attuali del nostro Paese, oggi ci sono i populisti riconducibili alla deriva anti politica, qualunquista e demagogica; ci sono i sovranisti; ci sono i conservatori e la destra democratica e di governo; ci sono i liberali declinati in più versioni; poi c’è la galassia progressista; c’è la sinistra radicale; c’è la sinistra riformista e di governo; c’è la sinistra estremista e massimalista; e, infine, ci sono anche i verdi ambientalisti. Insomma, verrebbe da dire che ci sono un po’ tutti. Ma va anche detto che se si dovesse stilare una lista onnicomprensiva dei partiti, dei movimenti e delle sigle disseminate in tutta Italia non basterebbe un saggio per elencarli tutti. Ora, e per fermarsi agli attori politici principali e anche tenendo in debito conto della storia democratica del nostro Paese, non possiamo non evidenziare che in tutta questa carrellata di partiti, movimenti, sigle e cartelli elettorali, manca un protagonista. Ovvero un partito/movimento politico che laicamente declina nella cittadella politica italiana la cultura cattolico democratica, cattolico popolare e cattolico sociale e un progetto di centro, riformista, democratico e di governo. Manca, cioè, quello che un tempo si chiamava un “partito di cattolici”. E non, come ovvio e scontato, “il partito dei cattolici”. Anche perché in Italia, e da ormai molto tempo, c’è un marcato e consolidato pluralismo politico ed elettorale dei cattolici e, al contempo, non c’è alcuna deriva integralistica o peggio ancora confessionale nell’area cattolica italiana. Detto questo, però, non possiamo più fingere che con il ritorno, seppur timido, delle vecchie ed antiche categorie politiche, la storia, il pensiero, la cultura e la stessa prassi del cattolicesimo politico italiano continuano ad essere fermi al palo. Un’osservazione in sé quasi inspiegabile se si pensa che proprio questa cultura è ancora profondamente radicata nel tessuto sociale del nostro paese e che, di conseguenza, stupisce che non decolli un’iniziativa politica che sia in grado di organizzare una presenza significativa e degna di nota. Dico questo non solo per ragioni storiche e facilmente comprensibili visto che siamo in Italia, ma per il semplice motivo che non possiamo archiviare frettolosamente 50 anni di politica italiana - l’intera prima repubblica - che ha visto un partito, la Dc appunto, protagonista assoluto e che, anche dopo la fine della Dc e l’avvio della cosiddetta Seconda Repubblica, la presenza politica cattolica, popolare e di ispirazione cristiana ha continuato, comunque sia, a caratterizzare larghi settori della politica stessa. Ecco perché, e in vista delle prossime elezioni politiche, e senza alcuna inclinazione integralistica o neo confessionale, non si può non porre il tema di una rinnovata presenza politica popolare e di ispirazione cristiana nel nostro Paese. Perché se questa iniziativa non dovesse decollare per svariate motivazioni, si correrebbe il serio rischio - con maggiori responsabilità per chi si riconosce in questa cultura - di diventare complici di questa sostanziale cancellazione politica e culturale di un filone di pensiero che ha contribuito a costruire, consolidare ed arricchire la democrazia italiana negli ultimi decenni. Una responsabilità, quindi, che non potrebbe più passare sotto silenzio.
Giorgio Merlo

( 24 aprile 2026 )

Magazine

Via Po Cultura

SOLO PER GLI ABBONATI

Perché gli uomini si sono massacrati a vicenda? Perché anche, nei tempi e nei luoghi, che colleghiamo alla nascita della civiltà (come la Grecia e Roma), si sono consumati orrori? Perché il male ha agito così indisturbato tanto nella sua strisciante banalità quanto nella sua clamorosa straordinarietà?

  • Email Icon
  • Facebook Icon
  • Twitter Icon
  • Pinterest Icon
Commenta Icona

Mostre

Un viaggio storico biografico

La prima grande retrospettiva che il Palazzo delle Esposizioni di Roma dedica a Mario Schifano, scomparso nel 1998 all’età di 62 anni

  • Email Icon
  • Facebook Icon
  • Twitter Icon
  • Pinterest Icon
Commenta Icona

Mostre

Boldini, il sogno della bellezza della femme fatale

La mostra presso gli spazi delle suggestive sale della Cavallerizza nel centro storico lucchese

  • Email Icon
  • Facebook Icon
  • Twitter Icon
  • Pinterest Icon
Commenta Icona

FOTO GALLERY

© 2001 - 2026 Conquiste del Lavoro - Tutti i diritti riservati - Via Po, 22 - 00198 Roma - C.F. 05558260583 - P.IVA 01413871003

E-mail: conquiste@cqdl.it - E-mail PEC: conquistedellavorosrl@postecert.it