Il contratto della mobilità della scuola dà i suoi frutti. Dopo l’accordo, infatti, la chiamata diretta viene fortemente ridimensionata. I trasferimenti su scuola sono ormai l’81%. L’elaborazione dei dati relativi ai movimenti del personale docente per il 2017/18, sottolinea la segretaria generale Cisl Scuola, Maddalena Gissi, mostra che l’operazione “con cui si è data a tutti la possibilità di chiedere il trasferimento direttamente su singola scuola, evitando le procedure della cosiddetta chiamata diretta, è andata molto al di là della sua valenza simbolica, pur importante”. I trasferimenti diretti su scuola rappresentano, come detto, una percentuale elevatissima, l’81,4%, sul complesso dei movimenti effettuati.
I dati dicono inoltre che il movimento su ambito riguarda prevalentemente i trasferimenti in altra provincia, che avvengono in maggioranza con tale modalità, anche se lo scarto rispetto ai trasferimenti su scuola non è così eclatante (56,5% contro 43,5% nella scuola dell’infanzia, 54,6% contro 45,4% nella primaria, 51,2% contro 48,8% nella secondaria di I grado, 52,7% contro 41,3% nel II grado). Se ci si limita invece ai soli movimenti all’interno delle singole province, la percentuale dei trasferimenti su ambito si riduce notevolmente (solo il 5,1% dei movimenti nella scuola dell’infanzia, il 7,1% nella primaria, il 9,2% nella secondaria di I grado, poco più dell’11% alle superiori).
“I dati sono molto eloquenti - evidenzia Gissi - e attestano la qualità del lavoro svolto in una trattativa di cui la nostra organizzazione è stata, anche in questa occasione, uno dei protagonisti più lucidi e determinati”

