Per prevenire infortuni e malattie professionali occorre puntare su una formazione certificata e di qualità, contrastando la scorciatoia degli attestati “facili”. E’ questo lo spirito della legge n.132 approvata all’unanimità dal Consiglio regionale lombardo. Un provvedimento fortemente voluto da Cgil, Cisl e Uil che già nel maggio del 2024, durante un attivo con oltre 350 Rls intitolato “Sicurezza sul lavoro: la formazione fa la differenza”, avevano presentato la piattaforma sindacale che conteneva tutti i principi poi trasferiti nella normativa e ora diventati ufficiali, chiedendo alla Regione di operare in sinergia per risolvere le criticità.
“La formazione - affermano in una nota Roberta Vaia e Enzo Mesagna della segreteria della Cisl Lombardia - è lo strumento essenziale per conoscere rischi e pericoli connessi alla mansione a cui le lavoratrici e i lavoratori sono adibiti e conseguentemente poter lavorare in sicurezza. E’ una misura di prevenzione necessaria a ridurre gli infortuni e le malattie professionali, un obbligo del datore di lavoro e un diritto che deve essere esigibile per tutti. Purtroppo gli esiti delle attività ispettive testimoniano che la sanzione maggiormente irrogata riguarda la mancata formazione o la falsa attestazione della stessa. Ora lavoreremo all’interno del coordinamento previsto per l’emanazione dei relativi atti”.
Il dispositivo stabilisce la realizzazione di una piattaforma regionale nella quale tutti i soggetti che intendono fare formazione in materia di salute e sicurezza dovranno registrarsi e caricare i dati dei corsi e degli attestati, che avranno valore pubblico. Sono previste sanzioni amministrative per gli enti formativi inadempienti, proporzionate al ruolo e alla responsabilità dei soggetti obbligati. Questo sistema potrà garantire trasparenza, correttezza e maggiore capacità di controllo da parte degli organismi preposti.
“È una risposta concreta - spiega l’assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro, Simona Tironi - a situazioni di diffusa inosservanza, che negli anni hanno penalizzato soprattutto i lavoratori, svuotando di significato la formazione e indebolendo l’intero sistema di prevenzione. Non stiamo inventando nuovi obblighi, ma stiamo facendo un passo decisivo per rendere effettivi e verificabili quelli già previsti dalla normativa nazionale”.
Raffrontando il periodo gennaio-novembre 2024 e 2025 si nota che in Lombardia sono in crescita gli infortuni totali (102.222 nel 2025, +1,02%) e le malattie professionali (4.606, +17,08%), mentre calano gli infortuni mortali (149, -12,87%). “La sicurezza sul lavoro non è solo un obbligo normativo - sottolinea l’assessore al Welfare Guido Bertolaso - ma una questione di civiltà che mette al centro la tutela della persona. In Lombardia stiamo dimostrando che, attraverso l'integrazione tra vigilanza e assistenza, è possibile costruire un modello di prevenzione efficace e condiviso. Negli ultimi anni abbiamo impresso una forte accelerazione alle attività di controllo, con un incremento costante che ha visto le ispezioni crescere sensibilmente tra il 2023 e il 2025”.
Mauro Cereda

