"Muoviamo il Paese e Costruiamo il Futuro: le sinergie vincenti” è il tema dell’iniziativa organizzata dalla Cisl e da Filca-Cisl e Fit-Cisl, i sindacati delle costruzioni e dei trasporti. È stata un’occasione preziosa per fare il punto sullo stato di salute della rete infrastrutturale nazionale e per mettere in campo proposte e idee, grazie anche alla presenza di numerosi ospiti istituzionali.“Il grado di civiltà di un Paese - ha detto il segretario generale Filca, Ottavio De Luca - si vede anche dallo sviluppo della rete infrastrutturale. Le grandi opere non portano solo vantaggi economici ma anche sociali, che migliorano le condizioni di vita dei cittadini”. Per De Luca “ci vuole lavoro di qualità in tutti i cantieri per garantire legalità, regolarità, sicurezza, rispetto dei contratti”.
Per Salvatore Pellecchia, segretario generale Fit, “muovere il Paese significa garantire ogni giorno il funzionamento dei sistemi di trasporto: la mobilità delle persone, la circolazione delle merci, la continuità dei servizi essenziali. Significa far vivere le infrastrutture nel tempo attraverso il lavoro di chi le gestisce, le presidia, le mantiene operative, sicure e di qualità. Costruire il futuro significa progettare e realizzare opere che non rispondano solo all’urgenza del presente, ma che siano pensate per durare, per integrarsi nei territori, per sostenere nel tempo sviluppo economico, sicurezza e coesione sociale”.
Ai lavori è intervenuto il direttore generale Inail, Marcello Fiori: “La sicurezza nei luoghi di lavoro - ha detto - non deve essere vissuta come un adempimento burocratico o un mero obbligo da parte delle imprese. Oggi stiamo assistendo alla più grande rivoluzione del mondo del lavoro dopo quella industriale dell’800: abbiamo il dovere di affrontare insieme queste sfide”. Tra gli altri anche gli onorevoli Tullio Ferrante, sottosegretario al Mit, e Salvatore Deidda, Presidente della IX Commissione Trasporti. “Negli ultimi anni - ha detto il rappresentante del dicastero - abbiamo cambiato paradigma sulla concezione della grande opera pubblica, che non è più intesa come un costo ma un investimento per il futuro dei nostri figli”. Per Deidda “il Governo ha avuto il coraggio di dire che non si era in grado di ultimare alcune opere del Pnrr entro il 2026, passando quindi ai Fondi di coesione. Il Pnrr si è rivelato un ottimo strumento, ma ora stiamo mettendo in campo un disegno con progetti coerenti e concreti”.
I lavori sono stati conclusi da Daniela Fumarola, segretaria generale Cisl: “Investire in infrastrutture significa incrociare le grandi sfide del nostro tempo: occupazione di qualità, crescita e coesione, produttività e competitività di sistema, sostenibilità ambientale e sociale, sicurezza delle persone e dei territori. Muovere il Paese e costruire il futuro - ha detto la leader della Cisl ricordando lo slogan dell’iniziativa - non significa solo spostare merci e persone, ma dare prospettiva alle nostre comunità, ai giovani del Sud e a chi vive nelle aree interne”. Con la fine del Pnrr - ha sottolineato - sono a rischio gli investimenti pubblici e privati nel nostro Paese, già più bassi della media europea. Ribadiamo la necessità di un Patto tra Governo e parti sociali che affronti il futuro, a partire dalla realizzazione delle grandi opere strategiche”. E sulla sicurezza: “Serve una strategia nazionale vera: più controlli, ispettori, prevenzione, formazione, responsabilità nella catena degli appalti. Ma anche organismi paritetici e rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza competenti e proattivi. Serve, soprattutto, un cambio culturale: la sicurezza non può essere un capitolo burocratico. Deve essere un valore strutturale”, ha concluso la numero uno Cisl.
Vanni Petrelli

