Si riaccendono, purtroppo, i riflettori su quella che i sindacati continuano a definire un’emergenza nazionale. Da nord a sud si susseguono incidenti gravi e mortali che riportano al centro il tema della sicurezza nei cantieri e nei luoghi di lavoro. A Palermo, dove nei giorni scorsi due operai hanno perso la vita nel crollo di una gru durante lavori in quota, centinaia di lavoratori edili si sono riuniti in assemblea nei principali cantieri cittadini. Un momento di confronto ma anche di protesta, con la richiesta unanime di maggiori controlli e tutele. Le assemblee, promosse dai sindacati di categoria, hanno coinvolto cantieri strategici come l’anello ferroviario, il raddoppio ferroviario e le grandi opere infrastrutturali. Tra i lavoratori emerge una forte preoccupazione per condizioni operative ritenute sempre più rischiose.
Ieri un altro incidente mortale si è verificato a Taranto. Un operaio di 38 anni è stato colpito da un palo mentre lavorava su una gru per la manutenzione dell’illuminazione pubblica. Secondo una prima ricostruzione, a provocare il distacco sarebbe stata una raffica di vento. Per Giovanni D'Arcangelo, segretario della Cgil locale serve più sicurezza e assicura che stanno provando a cambiare le cose. “Dal prossimo maggio - annuncia - inizieremo a raccogliere le firme per una proposta di legge di iniziativa popolare per qualificare e rendere più sicuro il lavoro, perché serve una cultura nuova in cui l’impresa sia impegnata quotidianamente nel mettere in sicurezza la vita delle lavoratrici e dei lavoratori”. Il segretario generale della Cisl territoriale Luigi Spinzi, nell’esprime vicinanza e solidarietà alla famiglia della giovane vittima, aspetta di conoscere l’esatta dinamica di questa ennesima tragedia che sconvolge la città. “ In tema di salute e sicurezza sul lavoro - afferma Spinzi - continuiamo a misurarci con una vera e propria emergenza nazionale che non può prescindere dalla necessità di un cambio di passo culturale generalizzato, ne dalla pressante rivendicazione di più controlli, più responsabilità aziendale, più personale dell’Ispettorato del Lavoro, dell’Inps, dell’Inail, dello Spesal, delle Forze dell’Ordine e, in definitiva, dall’applicazione senza eccezioni di norme contrattuali e di leggi che pur esistono”.
Sempre nella giornata di ieri è morto il giovane di 21 anni che era precipitato da un capannone nel Ravennate, dopo due giorni di agonia in ospedale, mentre in provincia di Barletta un operaio è rimasto gravemente ferito dopo essere stato travolto da cassoni caduti dall’alto a causa del maltempo. Una sequenza ravvicinata di episodi che evidenzia criticità diffuse: lavori in quota, utilizzo di gru e macchinari pesanti, condizioni meteo avverse e, soprattutto, sistemi di prevenzione spesso insufficienti. Durissime le reazioni dei sindacati. A Palermo le sigle di categoria parlano di “forte preoccupazione” tra i lavoratori e denunciano rischi continui anche nei cantieri più strutturati. Da qui la richiesta di una mobilitazione generale e di un rafforzamento immediato dei controlli.
Non meno preoccupante è il dato relativo agli incidenti in itinere, quelli che avvengono nel tragitto tra casa e lavoro. In Italia rappresentano ormai circa il 27% dei casi mortali, segno di un rischio sempre più diffuso e non limitato ai luoghi tradizionali di lavoro. Le richieste che arrivano dal mondo del lavoro sono chiare: più ispettori, più controlli, maggiore formazione e una reale cultura della sicurezza che coinvolga imprese, lavoratori e istituzioni. “Morire così non è da Paese civile”, denunciano i rappresentanti sindacali, chiedendo non solo cordoglio ma risposte concrete.
Sara Martano

