I sindacati delle telecomunicazioni Slc-Cgil, Fistel-Cisl, Uilcom-Uil insieme ad Asstel, Assotelecomunicazioni e Federmanager hanno sottoscritto un "avviso comune" che individua priorità tali da garantire sostenibilità , sviluppo industriale e occupazionale della filiera delle telecomunicazioni, infrastrutture essenziali per la crescita digitale del Paese. Imprese e sindacati, spiega una nota congiunta, "vogliono costruire un percorso unitario che, partendo da posizioni condivise su politiche industriali, regolazione, investimenti, occupazione, formazione e strumenti bilaterali, prevede esplicitamente l'avvio di un confronto strutturato con le istituzioni a livello nazionale ed europeo". L'iniziativa si inserisce nel percorso avviato con il recente rinnovo del contratto Tlc e con il "Patto per lo sviluppo industriale della filiera delle telecomunicazioni e per la crescita digitale del Paese", rafforzandone gli obiettivi e definendo una posizione condivisa sulle principali direttrici di policy necessarie a sostenere lo sviluppo e la crescita del settore. L'avviso comune richiama la centralità della filiera Tlc che coinvolge oltre 200mila lavoratrici e lavoratori e la necessità di affrontare le criticità strutturali che negli ultimi anni hanno inciso su ricavi, investimenti e livelli occupazionali, in un contesto caratterizzato da trasformazioni tecnologiche sempre più profonde e rapide. Tra le priorità condivise figurano: la definizione di un quadro regolatorio stabile, equo e orientato agli investimenti coerente con la natura strategica rivestita dal settore per il sistema di sicurezza nazionale e in grado di garantire pari condizioni di mercato tra tutti gli attori del digitale; il rafforzamento delle politiche di sostegno agli investimenti in infrastrutture digitali, anche in chiave di sovranità tecnologica, sicurezza e superamento del digital divide; la revisione delle politiche sulle frequenze, con oneri coerenti con la rilevanza strategica del comparto per il sistema Paese e le migliori pratiche europee; il riconoscimento delle telecomunicazioni come settore ad alta intensità energetica, per consentire l'accesso a misure di compensazione e supporto; la trasformazione e il rilancio del comparto del customer care, con il rafforzamento del contratto Tlc quale riferimento contrattuale e strumento per contrastare fenomeni di dumping; la promozione del lavoro qualificato e delle competenze come leva di innovazione, attraverso formazione continua, politiche attive e strumenti bilaterali a supporto delle transizioni occupazionali. - "Come Fistel Cisl - sottolinea Alessandro Faraoni, segretario generale di categoria - riteniamo fondamentale la decisione condivisa con AssTel di sottoscrivere questo avviso comune per portare all'attenzione delle istituzioni, tra cui di Agcom, Agcm, ministero del lavoro e Consip, le istanze prioritarie sui cui è importante intervenire tempestivamente. Abbiamo trattato temi fondamentali come la transizione digitale che sta trasformando il mondo delle Telco e dei Crm Bpo e sottolineato la necessità di un cambio di passo per valorizzare le specificità sia sul piano della digitalizzazione che sulla formazione delle lavoratrici e lavoratori. Altro elemento centrale è l'individuazione univoca del contratto Tlc quale riferimento contrattuale per le attività di customer care, assistenza e contact center. Per noi è arrivato il momento che Istituzioni, Imprese e sindacato affrontino il cambiamento con atti concreti, ognuno per competenze e responsabilità. Rilanciamo anche l'idea di una campagna comune con le aziende di sensibilizzazione per accompagnare il settore a un cambiamento rapido e sostenibile, attuando la legge sulla partecipazione del 15 Maggio 2025 n.76 con la finalità di rafforzare la collaborazione tra datori di lavoro e dipendenti, aumentare la produttività, salvaguardare l'occupazione e valorizzare il lavoro". "Serve una forte e concreta sinergia tra imprese e parti sociali per accompagnare il settore delle telecomunicazioni nella profonda trasformazione che sta attraversando. Alle istituzioni rivolgiamo una richiesta chiara e non più rinviabile: affiancare e sostenere questo percorso per rafforzare un settore strategico per il Paese che oggi vive una fase complessa e di forte cambiamento - spiega Salvo Ugliarolo (Uilcom Uil)" . "E' un fatto positivo - osserva Riccardo Saccone (Slc Cgil) - che tutti i principali attori del settore abbiano trovato una convergenza su un modello condiviso di politica industriale per il settore, con l'obiettivo di mettere finalmente al centro l'urgenza di investire in modo coerente sulle persone e sulle infrastrutture strategiche per il Paese. Con la transizione digitale, l'irruzione dell'intelligenza artificiale e l'approssimarsi della fine del Pnrr bisogna indirizzare tutte le risorse economiche disponibili alla formazione continua delle persone e allo sviluppo tecnologico del paese. "L'intesa sottoscritta rappresenta un passaggio importante - sottolinea anche il presidente di Asstel, Pietro Labriola - imprese e organizzazioni sindacali condividono la necessità di rafforzare una visione industriale per il settore delle telecomunicazioni, infrastruttura strategica per la competitività e la crescita digitale del Paese. In un contesto caratterizzato da profonde trasformazioni tecnologiche e da forti pressioni sugli investimenti, è essenziale definire un quadro regolatorio stabile ed equilibrato, che favorisca lo sviluppo infrastrutturale, sostenga l'innovazione e valorizzi il lavoro qualificato lungo tutta la filiera".
Ce.Au.

