Lunedì 21 settembre 2026, ore 16:45

Libro Verde 

Una sfida per il futuro del Paese 

L'Italia è a un bivio; produttività e crescita deboli tengono ferme le retribuzioni; il declino demografico mette a rischio la capacità produttiva e la tenuta del welfare; i giovani e le donne restano risorse largamente inutilizzate. Nel frattempo rivoluzione digitale, intelligenza artificiale, transizione ecologica e nuova globalizzazione stanno ridisegnando in profondità la società e il mercato del lavoro. Il dibattito pubblico resta però bloccato su questioni di breve respiro, anziché sul futuro. E' questa l'analisi della Cisl, il cui comitato esecutivo ha prodotto e approvato all'unanimità un 'Libro Verde', un documento consultivo per mettere a disposizione del Paese un insieme di proposte, delineando problemi e opzioni per aprire un confronto. L'obiettivo dell'iniziativa è la redistribuzione equa dei vantaggi e dei costi delle transizioni. Il documento, che in undici punti individua le priorità su crescita, lavoro, welfare e partecipazione su cui sviluppare il confronto con un orizzonte di lungo periodo, sarà presentato e discusso nelle prossime settimane in specifiche iniziative confederali, che convergeranno in tre appuntamenti al Nord, al Centro e al Sud. Elaborato anche con il contributo di un think tank composto da professori ed esperti, la piattaforma contiene oltre 120 proposte, mettendo a sistema competenze interne ed esterne per alimentare un dibattito che chiami in causa politica, istituzioni, forze sociali e mondo della cultura attorno a un patto sociale.
La Cisl conferma la contrattazione collettiva come strada maestra, in un sistema che copre la quasi totalità dei lavoratori dipendenti. Il documento propone di far evolvere l'assetto contrattuale del 1993 attraverso due livelli di pari dignità, un contratto nazionale ampiamente integrabile e adattabile in azienda e sul territorio, il pieno recupero annuale del potere d'acquisto e un aggiornamento della regolazione della rappresentanza definita dalle parti sociali.
Sul piano fiscale, viene indicata la necessità di proseguire nello spostamento della tassazione dal lavoro alle rendite improduttive. Il sindacato di via Po propone di mobilitare il risparmio privato e degli investitori istituzionali non speculativi, a partire dai fondi pensione, verso investimenti produttivi di lungo periodo e infrastrutture con adeguate garanzie.
Il disallineamento tra le competenze richieste e quelle disponibili rappresenta il primo problema del mercato del lavoro e viene aggravato dalle trasformazioni demografiche e tecnologiche. La Cisl propone un approccio all'intelligenza artificiale fondato sull'amplificazione del lavoro umano e non sulla sua sostituzione, rafforzando i diritti di informazione, consultazione e partecipazione sindacale in attuazione della legge 76/2025. Servono inoltre maggiori investimenti nella scuola e nella formazione professionale, il superamento della frammentazione territoriale delle politiche attive e un deciso rafforzamento dei servizi per l'infanzia e la non autosufficienza. La formazione degli adulti deve diventare un diritto lungo tutto l'arco della vita, esigibile, portatile e universale.
Il Libro Verde propone un conto personale alimentato da risorse pubbliche, contrattazione, bilateralità, imprese e fondi interprofessionali, defiscalizzato e accompagnato da orientamento e bilancio delle competenze. I fondi interprofessionali devono rimanere ancorati alla contrattazione e al governo delle parti sociali. Viene inoltre proposto il diritto soggettivo alla certificazione delle competenze, verso un sistema nazionale unico integrato nel Siisl.
La prima tutela del lavoratore è la solidità del proprio patrimonio di competenze. Il Paese non può permettersi lo spreco di capitale umano rappresentato dai giovani che non studiano e non lavorano. Occorrono una strategia nazionale di lungo periodo, un accreditamento degli enti fondato sulla valutazione d'impatto e un utilizzo dell'intelligenza artificiale per profilazione e matching, sempre sotto supervisione umana.
Per fronteggiare la disparità di genere, la Cisl propone di spostare le risorse dai bonus ai servizi attraverso un fondo nazionale per la cura, con livelli essenziali e priorità alle aree a bassa occupazione femminile. Tra le proposte figurano un congedo di paternità più lungo e non trasferibile alla madre, piani obbligatori di rientro dopo la maternità, incentivi condizionati a risultati misurabili, certificazione di genere oltre determinate soglie e piani di welfare aziendale di natura effettivamente sociale, come asili nido, doposcuola e babysitting, e non solo consumistica.
Il rafforzamento dell'industria è indicato come una condizione per il futuro del Paese. La Cisl individua criticità nella debolezza dei servizi ad alta intensità di conoscenza, nel basso investimento in ricerca e istruzione terziaria, nell'assenza di un piano industriale nazionale e nella frammentazione del tessuto produttivo. Servono incentivi alle reti tra piccole imprese, patti di filiera, un piano Industry AI condizionato ad accordi aziendali sull'organizzazione del lavoro e una strategia energetica. A livello europeo, il documento propone di rivedere i vincoli del patto di stabilità, finanziare con titoli comuni, superare un Antitrust che ostacola i campioni europei e assumere l'adattamento climatico come politica industriale.
Il saldo naturale negativo mette a rischio capacità produttiva, debito e welfare. Per questo la Cisl propone una fiscalità agevolata per i giovani lavoratori e un paradigma di attrattività capace di tenere insieme salari, welfare, casa e conciliazione. Vengono inoltre proposte una valutazione di impatto generazionale sulle principali riforme e una gestione del passaggio generazionale d'impresa orientata alla continuità occupazionale. Sull'immigrazione servono una politica realmente comunitaria e quote legate a percorsi formativi nei Paesi d'origine. La casa viene considerata una precondizione dello sviluppo e il piano casa, pur valutato positivamente, viene indicato come da integrare e adeguatamente finanziare.
La Cisl propone di accompagnare le persone nelle diverse transizioni della vita lavorativa attraverso diritti di transizione, orientamento continuativo e passaggi tra lavoro e cura reversibili e non penalizzanti. Per l'invecchiamento attivo servono adattamento delle mansioni, flessibilità in uscita, mentoring e formazione anche per i senior. Per la non autosufficienza vengono indicati il rafforzamento dei servizi domiciliari, il riconoscimento del lavoro di cura e un piano nazionale per i caregiver.
La previdenza va riformata con le parti sociali sulla base di tre principi: stabilità delle regole, separazione contabile tra previdenza e assistenza e correzione delle iniquità. Il Libro Verde propone l'Ape sociale strutturale e reso come diritto soggettivo, anticipi legati ai figli, valorizzazione previdenziale del lavoro di cura e una pensione contributiva di garanzia per le carriere meno dinamiche e discontinue. Il secondo pilastro va potenziato, mantenendolo dentro la contrattazione collettiva e sostenendolo con un regime fiscale più favorevole.
L'attrattività non si esaurisce nel pacchetto aziendale fatto di retribuzione e benefit. Serve un vero pacchetto di vita, che comprenda welfare di comunità, servizi, mobilità e abitare accessibile, portando la partita dall'impresa al territorio e alla concertazione. La partecipazione dei lavoratori viene indicata come un fattore abilitante della qualità del lavoro: favorisce trasparenza nella distribuzione dei risultati, adegua carichi e ritmi alle persone, crea spazi di confronto e sostiene la crescita professionale. La sua condizione è il finanziamento stabile e strutturale della legge 76/2025.
Presentando il Libro Verde la segretaria generale della Cisl Fumarola sottolinea: ”L'Italia ha bisogno di tornare a discutere del proprio futuro, superando la logica dell'emergenza permanente e delle risposte di corto respiro. Con il Libro Verde mettiamo a disposizione del Paese un insieme di proposte per aprire un confronto largo, perché le grandi transizioni che abbiamo davanti, tecnologica, digitale, ambientale e demografica, non possono essere governate lasciando indietro lavoratori, famiglie, giovani e territori. Serve un nuovo patto sociale, costruito attraverso il dialogo e la responsabilità condivisa, per redistribuire in modo equo i vantaggi e i costi del cambiamento”. Aggiunge Fumarola: ”Non vogliamo consegnare al Paese un documento chiuso, ma una piattaforma aperta al confronto, una vera e propria agenda sociale che proponiamo a Governo, controparti sociali e al dibattito ben poco stimolante di questi primi infuocati mesi di campagna elettorale. L'obiettivo è riportare nel dibattito pubblico lavoro, welfare e disuguaglianze e fare di questo Libro la nostra carta di navigazione da qui al voto e poi oltre, per la legislatura che verrà, chiunque la governi.
Giampiero Guadagni

( 21 settembre 2026 )

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