Genova terra di ponti per scavalcare quartieri e fiumi e collegare colline in una terra di geografia complessa, stretta tra mare ed Appennino in soli 4 chilometri di profondità. Tema sensibile per chi viaggia tanto da trattenere il respiro ad ogni passaggio, soprattutto dopo la tragedia del Morandi, con 43 vittime ricordate il 14 agosto scorso, prima volta dopo una sentenza seppure di primo grado. Ponti e impalcati che, fa sapere l’assessore ai Lavori Pubblici, Manutenzioni e Infrastrutture del Comune di Genova, Massimo Ferrante, sono stati censiti in 679 nel genovese. Numero da primato. Basti pensare infatti che Roma caput mundi, ne conta 400. E, aggiunge l’assessore, quasi il 40%, “è in classe di attenzione alta o medio-alta”.
Da qui la necessità di controlli accurati in tempi brevi e la richiesta alla Regione Liguria di 40 milioni di euro. Denaro, insiste l’esponente della Giunta Salis, che fa parte dei restanti 108,5 milioni di fondi di Aspi, ristoro per il crollo del Morandi. Bloccati, sostiene Ferrando, dal presidente di Regione “vincolandoli a interventi sulla mobilità smart, mentre il Comune chiede giustamente di poterli destinare ai monitoraggi e alla sicurezza dei ponti. E la Regione non ha ancora mantenuto l’impegno dello stanziamento di 5 milioni per le ispezioni”. E come in una partita di tennis che pare spesso ingaggiata sul piano politico tra Palazzo Tursi e piazza De Ferrari, di opposte sponde politiche, replica la Regione, che parla di fondi disponibili e totale disponibilità ad utilizzarli “per monitoraggi, progetti e interventi nei ponti a Genova”. E non fossero sufficienti si dice pronta ad affiancare il Comune nel richiedere al Governo finanziamenti. E pronti, fa sapere l’ente, a portare risorse del fondo rotativo (strumento finanziario pubblico che offre finanziamenti a condizioni agevolate alle imprese, alimentato sia da risorse pubbliche sia dai rimborsi dei prestiti restituiti dai beneficiari per la messa in sicurezza degli impalcati).
“Benissimo - esclama Andrea Tafaria, segretario generale Filca Cisl Liguria - visto che da anni chiediamo che ponti e strutture analoghe siano messe in sicurezza per il bene della comunità e nello stesso tempo per dare lavoro agli edili, pronti e preparati ad intervenire”. Commento dello specifico che tuttavia lascia subito dopo spazio ad un serio allarme: “I soldi del Pnrr stanno per finire ed entro dicembre ci troveremo in una situazione critica perché non ci sono a Genova, ma neppure nel resto della Liguria, progetti per infrastrutture. Ce lo stanno già segnalando le imprese”, insiste Tafaria, certo di una prossima chiamata ai sindacati per questo. “Per gli appalti pubblici - sottolinea il leader ligure Filca Cisl - le imprese gareggiavano praticamente ogni settimana per gli appalti. Oggi c’è il nulla totale. Entro settembre avremo incontri nelle quattro province liguri con le associazioni datoriali per il rinnovo dei contratti locali. Porremo la questione degli appalti che non ci sono”.
Dino Frambati

