Lunedì 13 luglio 2026, ore 7:54

Industria

Alcatel Lucent, sciopero e presidio a Montecitorio contro i tagli

Oggi in concomitanza con lo sciopero di 8 ore, una delegazione di lavoratrici e lavoratori della multinazionale delle telecomunicazioni Alcatel Lucent sarà in presidio a piazza Montecitorio a partire dalle 12,30. Lo sciopero e il presidio sono stati organizzati dalle organizzazioni sindacali per protestare contro la decisione di Alcatel Lucent di licenziare 40 lavoratori oggi in cassa integrazione e contro l’ormai imminente esternalizzazione dello stabilimento di Trieste, dove operano 318 dipendenti a tempo indeterminato e 400 somministrati. A preoccupare le organizzazioni sindacali e i lavoratori si è aggiunta qualche giorno fa la notizia dell’acquisizione di Alcatel Lucent da parte della Nokia, che pochi mesi fa ha licenziato in Italia più di cento lavoratori. I sindacati ritengono che il Governo debba intervenire urgentemente su Alcatel Lucent per impedire i licenziamenti in corso e garantire il futuro dello stabilimento di Trieste. È altrettanto urgente aprire un confronto con i vertici della Nokia per fare in modo che vengano salvaguardati, nell’acquisizione della multinazionale franco-americana in Italia, produzioni e occupazione. Le lavoratrici e i lavoratori cercheranno di informare e sensibilizzare i parlamentari affinchè sostengano questa importante vertenza.

Il governo non faccia il coniglio  - sollecita Giuseppe Ricci, coordinatore nazionale gruppo Alcatel Fim Cisl - oggi siamo qui per rappresentare al Governo il rischio di chiusura e smantellamento dal nostro Paese di una delle aziende leader del settore telecomunicazioni la Alcatel che, dopo l’operazione di acquisizione di Nokia, rischia di veder spazzato via l’ultimo sito produttivo rimasto nel nostro Paese, quello di Trieste, dopo la chiusura di: Battipaglia, Rieti, Bari, Genova. “Io ascolto i problemi, non faccio il coniglio” queste le parole del Premier Renzi quando visitò il sito di Vimercate lo scorso mese di novembre. Chiediamo oggi al Governo di tenere fede a quelle parole. Non bastano le dichiarazioni e le visite, bisogna affrontare i problemi concretamente a partire dai licenzianti annunciati.

 

( 29 aprile 2015 )

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