Ansaldo: macchinari anni Settanta e zero investimenti, vergogna!. Non è soltanto uno striscione quello che i lavoratori hanno esposto davanti ad Ansaldo Energia, uno dei siti industriali più storici di Genova, sorta di brand del lavoro e della produttività da decenni sotto la Lanterna e non solo, ma è la descrizione di uno scenario che certo non si addice a questo momento storico, fatto di tecnologia che aiuta il lavoro e la sicurezza e quando questa si reclama da più parti. Macchine desuete, vecchie, non al passo dei tempi e tali da rendere non sicuro il lavoro, conferma Andrea Capogreco, coordinatore rsu Fim Cisl di Ansaldo Energia: “Occorre investire in sicurezza oltre a pagare i fornitori - dice - siamo nel 2023 e diventano inutili le parole su formazione e altro. Occorre piuttosto investire per rendere sicuro il posto di lavoro. Inutile anche parlare di industria 4.0; la produzione si evolve e si deve evolvere anche nelle macchine che producono”. E Capogreco rileva come “negli anni ‘70 e ‘80 questi macchinari erano gioiellini, ma oggi, quelli attuali, hanno sicurezze ben diverse. Anche se si fanno modifiche non raggiungono mai la sicurezza delle attuali, che sono ben diverse dai torni datati secolo scorso”. Ed indica in quelle con “guida da remoto” le macchine che garantiscono maggiore tranquillità. “Eliminano moltissimi rischi - dice Capogreco - non sono come quelle dei vecchi tempi dove devi stare attaccato al pezzo. Certo il rischio zero non esiste ma i macchinari con guida da remoto certamente lo diminuiscono moltissimo”. Christian Venzano, segretario generale Fim Cisl Liguria, stigmatizza la situazione, fa eco ed afferma come “parliamo di investimenti ad ogni livello, ma è fondamentale porre l’accento sulla sicurezza e sulla necessità di mettere costanti risorse per dare certezze a chi opera quotidianamente all’interno dello stabilimento”. Per Venzano “la sicurezza è e deve essere sempre una priorità” perché, sottolinea, “è inconcepibile rischiare la vita sul proprio posto di lavoro. E’ un diritto lavorare in piena sicurezza, e questo deve essere chiaro a tutti”. Un tema che Cisl ritiene primario in una città ricca di industrie come forse poche altre e dove a confermare la necessità di sicurezza e scatenare ulteriore rabbia negli ansaldini è stato l’ennesimo, grave incidente sul lavoro, che avrebbe potuto essere evitato. Vittima Simone Bonori, 37 anni, operaio specializzato, colpito al volto da un pezzo da 200 chilogrammi di un vecchio tornio, datato anni ‘70, che ha sfondato una paratia e lo ha investito. Ora è all’ospedale San Martino di Genova dalla scorsa settimana, e sta lottando tra la vita e la morte.
Dino Frambati

