Martedì 27 gennaio 2026, ore 8:56

Vertenze

Bayer: accordo riduce gli esuberi alla sede di Milano

Il paziente non è ancora guarito, ma è stato curato e si confida che il quadro clinico possa migliorare. Si potrebbe inquadrare così, con una metafora “sanitaria”, la situazione della vertenza-Bayer, multinazionale tedesca dell’industria farmaceutica, che aveva avviato una procedura di licenziamento collettivo per 49 dipendenti (45 informatori scientifici e 4 impiegati), tutti in forza presso il quartier generale milanese di viale Certosa, ma operativamente spalmati su tutto il territorio nazionale. Dopo diversi incontri tra sindacati e azienda nella sede di Assolombarda è stato, infatti, firmato un accordo che riduce del 40-45% il numero degli esuberi e introduce altre misure per tutelare e sostenere il personale in uscita. Al termine della trattativa le parti hanno stabilito che quattordici lavoratori troveranno posto in una nuova linea della divisione Pharma e in divisioni affini, due verranno ricollocati all’interno del perimetro aziendale, mentre altri, possedendone i requisiti, saranno accompagnati alla pensione. Due erano invece già usciti volontariamente. I contenuti dell’accordo sono stati spiegati e discussi in due assemblee che si sono tenute la scorsa settimana a Milano e a Roma.

“Dopo un confronto serrato - spiega il segretario generale della Femca Cisl di Milano, Eustachio Rosa - siamo finalmente arrivati ad un’intesa che riduce significativamente l’impatto sociale e occupazionale di questa ristrutturazione decisa dall’azienda. Per i lavoratori ancora in esubero abbiamo concordato la messa a disposizione di un servizio di outplacement e la possibilità di accedere a Faschim, il fondo sanitario integrativo, anche per i due anni previsti dalla Naspi. Inoltre sono stati fissati degli incentivi all’esodo che potranno arrivare anche fino a 60 mensilità di stipendio. Durante le assemblee i lavoratori hanno manifestato il proprio rammarico di fronte alla scelta dell’azienda di procedere a nuovi tagli sul personale. L’auspicio è che ci possa essere un rilancio nel futuro”.

La ristrutturazione avviata in queste settimane non è un inedito. Negli ultimi anni Bayer ha, infatti, dimezzato il suo organico italiano, passando da circa 1.300 dipendenti agli attuali 620, ma sempre con misure “soft“, come accordi e incentivi all’uscita. La novità è stata che per la prima volta, dopo 125 anni di attività nel nostro Paese (celebrati anche con un francobollo e un annullo filatelico), aveva deciso di avviare una procedura di licenziamento collettivo. Per protestare contro questa scelta i sindacati, in tre assemblee convocate a dicembre a Roma, Catania e Milano, avevano proclamato 24 ore di sciopero, 8 delle quali si sono tenute lo scorso 9 gennaio. Nell’occasione era stato anche organizzato un presidio davanti agli uffici di Assolombarda. La scelta di ridurre ancora il personale sarebbe legata alla soppressione della linea cardiovascolare, dovuta alla perdita di sostenibilità economica. In particolare l’azienda ha evidenziato il ridimensionamento del fatturato legato ad un prodotto colpito dall’ingresso anticipato nei farmaci generici.

Mauro Cereda

 

( 26 gennaio 2026 )

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