Si intravedono segnali di rilancio per Benetton Group, storico marchio della moda veneta impegnato in una fase delicata di riorganizzazione e trasformazione industriale. Dopo anni complessi, il gruppo punta ad azzerare le perdite entro la fine del 2026 per tornare all’utile già dal 2027. Il percorso di ristrutturazione avviato con l’arrivo dell’amministratore delegato Claudio Sforza, nell’estate del 2024, sta progressivamente ridisegnando struttura e dimensioni dell’azienda. L’uscita del personale dovrebbe terminare con una stabilizzazione dell’organico attorno alle 550 unità. Parallelamente emergono però prospettive di crescita sul fronte logistico. Nei prossimi mesi sono infatti previste nuove assunzioni in Logistic 360, la società nata recentemente dalla partnership tra Poste Italiane, che detiene il 51% del capitale, e Benetton, con il restante 49% con l’obiettivo di rilanciare il polo logistico legato al gruppo trevigiano. L’impianto di Castrette (Treviso), al momento, ha una capacità potenziale di gestione di circa 100 mila capi l’anno, ma oggi lavora solo per un terzo delle sue possibilità, attestandosi attorno ai 30 mila capi. Proprio questa capacità inutilizzata sta aprendo interlocuzioni con altre aziende del Nord Italia, in particolare del Nord Est, attive nel settore tessile-abbigliamento, interessate a utilizzare la piattaforma come hub logistico per la distribuzione dei propri prodotti.
Se il progetto dovesse svilupparsi secondo le previsioni, Logistic 360 potrebbe crescere significativamente nell’arco dei prossimi due o tre anni, arrivando ad ampliare ulteriormente l’occupazione rispetto agli attuali 150 addetti. Le prospettive del gruppo sono emerse durante un recente incontro tra l’amministratore delegato e le organizzazioni sindacali. “Alla luce della profonda fase di incertezza attraversata dal Gruppo Benetton - spiega Rudy Roffarè della Femca Cisl Belluno Treviso - l’ingresso di un partner solido come Poste Italiane rappresenta una potenziale opportunità. L’azienda oggi appare più solida dal punto di vista finanziario e dovrebbe raggiungere il break even nel corso del 2026, con un bilancio 2027 che potrebbe tornare finalmente in utile. Sarebbe un passaggio importante, perché significherebbe vedere Benetton tornare a camminare con le proprie gambe, senza il sostegno diretto della holding di famiglia”.
Secondo Roffarè, il nuovo assetto punta a costruire un’azienda più sostenibile e in grado di affrontare meglio le dinamiche del mercato. “Oggi tra Benetton e la parte logistica ci troviamo davanti a una realtà che coinvolge circa 600 lavoratori. L’idea che emerge dal piano industriale è quella di un’azienda più snella e riorganizzata, con volumi inferiori rispetto al passato, ma anche con una maggiore capacità di affrontare le stagionalità, una rete commerciale più mirata e una struttura economicamente più equilibrata”. A questo proposito, l’azienda sta riorganizzando la rete dei negozi, sia diretti che in franchising, ripensando standard e prodotto. Parallelamente, sta valutando nuove partnership, sul modello di quella con Poste Italiane, per rafforzarsi nei mercati oggi più difficili, come Asia e Sud America. “Non siamo ancora soddisfatti al 100% - conclude Roffarè - ma finalmente iniziamo a vedere una strategia e un piano industriale chiari, trasparenti, che da tempo chiedevamo all’azienda. Per noi resta fondamentale salvaguardare non solo il marchio Benetton, ma soprattutto l’occupazione”.
Federica Baretti

