Oggi presidio di lavoratori e sindacati davanti al punto vendita Coin in piazza San Giovanni contro la cassa integrazione. "Chiederemo con forza un intervento immediato del ministero del Lavoro, del Mimit e della Regione Lazio - affermano Filcams Cgil Roma Lazio, Fisascat Cisl Roma Capitale e Rieti e Uiltucs Roma e Lazio - affinchè vengano rispettati gli accordi sottoscritti e siano salvaguardati tutti i livelli occupazionali. Ad oggi, 66 dipendenti del punto vendita di Cola di Rienzo, già chiuso, sono in cassa integrazione a zero ore, senza prospettive e risposte, mentre nei punti vendita ancora aperti di San Giovanni e Cinecittà, il massiccio utilizzo della cassa integrazione sta peggiorando sensibilmente le condizioni di lavoro, aumentando carichi, stress e incertezza per centinaia di lavoratori". "Quella che avrebbe dovuto rappresentare un'operazione di rilancio - proseguono - si sta trasformando in un progressivo svuotamento occupazionale. Dopo chiusure, trasferimenti e sacrifici richiesti, continuano a mancare garanzie reali, percorsi concreti di ricollocazione e un piano credibile di tutela dell'occupazione: l'elevata percentuale di personale in cassa integrazione, i presidi insufficienti e il continuo coinvolgimento delle stesse persone stanno rendendo la situazione sempre più insostenibile. La gestione di Coin sul territorio romano riguarda circa 500 persone tra dipendenti dei punti vendita, lavoratrici e lavoratori dell'indotto e personale impiegato nei corner presenti all'interno dei negozi: dietro questi numeri ci sono storie di dedizione, lavoro, anni di sacrifici e professionalità. Non possiamo accettare in alcun modo che il prezzo dell'attuale momento sia completamente scaricato su persone e famiglie che meritano rispetto, dignità, tutela e futuro. Le organizzazioni sindacali concludono con un appello diretto alle istituzioni: "Siamo scesi in piazza a ribadirlo tutti insieme e con forza: nessuno deve essere lasciato solo e nessuna famiglia può essere condannata all'incertezza, soprattutto alla luce degli impegni assunti dalle istituzioni, che devono essere mantenuti". Dal canto l’azienda replica così: "Coin conferma che sta dando piena applicazione a quanto è stato definito negli accordi siglati ad aprile 2026 con le organizzazioni sindacali presso il ministero del Lavoro. In particolare, proprio ad aprile, Coin e le organizzazioni sindacali hanno firmato un complessivo accordo quadro che prevede: strumenti di monitoraggio congiunto già in atto con le organizzazioni sindacali, la messa a disposizione su base mensile di tutte le posizioni di lavoro vacanti a livello locale e nazionale, un impegno per l’assunzione prioritaria dei lavoratori in cigs in occasione di future aperture di nuovi store nel territorio nei prossimi tre anni, l’attivazione di percorsi di Politiche attive con la Regione Lazio per favorire il ricollocamento esterno, anche attraverso percorsi formativi, la collaborazione con i partner commerciali presenti all’interno degli store Coin per favorire il riassorbimento di personale in esubero".

