Alla CWT Italia, multinazionale leader nell'organizzazione di business travel, meeting ed eventi è stata avviata la procedura di licenziamento collettivo per 190 lavoratrici e lavoratori. Una decisione gravissima che apre una vertenza di rilevanza nazionale e impone una riflessione non soltanto sulle prospettive industriali dell’azienda, ma anche sul modo in cui le grandi trasformazioni tecnologiche e organizzative stanno incidendo sul lavoro e sull’occupazione. Un percorso che ha fatto seguito alla giostra di cambiamenti societari intervenuti nell'ultimo anno, che ha visto prima l'acquisizione dell'azienda da parte di Amex GBT - American Express Global Business Travel - poi l'ulteriore passaggio sotto il controllo del fondo statunitense Long Lake Management, che ha trasformato l'azienda in privata e aperto il processo radicale di trasformazione dell'organizzazione del lavoro con un significativo investimento nell'applicazione dell'intelligenza artificiale al business travel. La vertenza richiama una riflessione sull'impatto che le nuove tecnologie hanno sul mondo del lavoro, l'erosione che vanno a produrre sui livelli occupazionali e sulle responsabilità sociali delle imprese in uno scenario in cui la tutela delle persone sembra passare drasticamente in secondo piano. "Se le nuove tecnologie consentono incrementi di produttività, riduzioni dei costi e miglioramenti organizzativi - dichiarano Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs - una parte del valore generato deve tradursi in salvaguardia dell'occupazione, investimenti nella formazione, aggiornamento professionale, riqualificazione delle competenze e nuove opportunità di sviluppo per le persone". Per queste ragioni le organizzazioni sindacali chiedono all'azienda di avviare un confronto sulle motivazioni alla base della procedura e sulle possibili alternative ai licenziamenti, privilegiando ogni soluzione utile alla tutela dell'occupazione e alla valorizzazione delle professionalità presenti, sollecitando, al tempo stesso, il coinvolgimento del ministero del Lavoro, del ministero delle Imprese e del Made in Italy e delle forze politiche, nell'ottica dell'apertura di un confronto nazionale sul rapporto tra Intelligenza Artificiale, occupazione e diritti del lavoro. "Ma il confronto non è sufficiente - aggiungono Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs - è necessario che il legislatore assuma fino in fondo la responsabilità di governare questi processi, definendo un quadro normativo capace di accompagnare la trasformazione digitale e di prevenire effetti sociali devastanti". Nelle prossime settimane Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs metteranno in campo tutte le iniziative necessarie per la tutela dell’occupazione, del reddito e della dignità delle persone coinvolte, riservandosi di valutare ogni opportuna iniziativa di mobilitazione a sostegno della vertenza. La sfida non è fermare il cambiamento. La sfida è governarlo attraverso regole, responsabilità e partecipazione.
Ce.Au.

