Da una vertenza che fino a pochi giorni fa sembrava destinata a tradursi in oltre 1.700 esuberi e nella chiusura di uno stabilimento, a un tavolo negoziale che rimette al centro occupazione, investimenti e prospettive industriali. È il risultato emerso dal confronto tra Electrolux, sindacati e Governo al ministero delle Imprese e del Made in Italy, dove l’azienda ha accolto la richiesta del ministro Adolfo Urso di sospendere le iniziative unilaterali e aprire una trattativa serrata con tutte le parti coinvolte. Una svolta accolta positivamente dal sindacato che ora punta a costruire un piano alternativo a quello presentato dalla multinazionale svedese. La segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola, ha definito l’esito del confronto un primo risultato importante: “Da come si era partiti sembrava una situazione ormai irrecuperabile” osserva Fumarola, sottolineando come l’insistenza del sindacato nel chiedere chiarezza sugli obiettivi industriali abbia contribuito ad aprire uno spazio di dialogo. “Ora - aggiunge - bisogna utilizzare bene questo tempo per fare in modo che si tuteli non solo la filiera ma soprattutto i livelli occupazionali”. Per Fumarola il confronto aperto al Mimit rappresenta soltanto un punto di partenza. La vera sfida è trasformare una crisi industriale in un’occasione per ripensare le politiche di sviluppo del Paese. “Non possiamo soltanto gestire le vertenze - sottolinea - ma dobbiamo avere un’idea di che cosa vogliamo che sia questo Paese”.
Per Cisl e Fim si tratta di un passaggio significativo che consente di allontanare, almeno per il momento, lo scenario più temuto: i 1.700 esuberi annunciati, la chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi e il trasferimento di produzioni all’estero o verso terzisti. In una nota congiunta, Cisl e Fim hanno evidenziato come il negoziato debba partire da due punti fermi: il mantenimento dei volumi produttivi e la salvaguardia dell’occupazione. Solo successivamente sarà possibile discutere delle innovazioni organizzative e industriali necessarie a migliorare la competitività del gruppo. Il segretario generale della Fim Cisl, Ferdinando Uliano, ha sottolineato l’importanza di essere riusciti a modificare completamente l’impostazione iniziale della vertenza: “L’azienda voleva partire dagli esuberi e dalla chiusura di uno stabilimento. Noi abbiamo detto che non era un piano industriale ma un piano di dismissioni”. Per Uliano il risultato ottenuto rappresenta un importante impegno politico da parte del Governo che dovrà ora tradursi in atti concreti e verificabili. La Fim chiede che il nuovo piano industriale venga costruito e condiviso insieme alle organizzazioni sindacali, con l’obiettivo di mettere in sicurezza occupazione, presenza industriale e sostenibilità sociale dei territori coinvolti. Anche la mobilitazione dei lavoratori ha avuto un peso decisivo nel cambiare il quadro della trattativa. Cisl e Fim ricordano come il recupero del tavolo negoziale sia il risultato delle iniziative di protesta avviate nei diversi stabilimenti, con scioperi, blocco degli straordinari e il coinvolgimento delle istituzioni locali e regionali.
Nel corso dell’incontro il Governo ha inoltre rilanciato il tema della crisi europea dell’elettrodomestico. Urso ha ricordato che negli ultimi due anni dodici stabilimenti del settore nel continente sono stati chiusi o avviati alla chiusura e ha ribadito la necessità di una risposta comunitaria. Un impegno apprezzato dalla Cisl che considera strategico il dossier aperto dal ministro in sede europea per affrontare le criticità strutturali del comparto e creare condizioni di competitività nel medio e lungo periodo. Le prossime settimane saranno dunque decisive. Il calendario degli incontri già programmati al Mimit dovrà trasformare la disponibilità manifestata dalle parti in un progetto industriale concreto. Per il sindacato la priorità resta chiara: respingere definitivamente il piano dei licenziamenti, salvaguardare tutti gli stabilimenti e costruire una prospettiva industriale credibile per migliaia di lavoratrici e lavoratori.
Sara Martano

