Ex lavoratori Almaviva di Palermo ormai allo stremo delle forze. "La pazienza è stata uccisa dall'indifferenza istituzionale". Così, gli ex dipendenti, che son tornati a presidiare piazza del Parlamento oggi e domani. "Un sit-in che non è più una semplice richiesta di ascolto, ma un atto di accusa contro un'amministrazione regionale capace di produrre fiumi di parole e zero fatti", sottolineano in una nota i sindacati. "Da mesi assistiamo a un vergognoso balletto della sopravvivenza: da un lato 387 professionisti a cui è stata strappata la dignità, dall'altro una classe politica che usa il futuro di queste famiglie come merce di scambio elettorale o burocratico dichiarano i rappresentanti sindacali di Slc Cgil, Fistel Cisl, UilFpc Uil e Ugl Telecomunicazioni. Le promesse sulla rioccupazione attraverso il servizio 116117 e i progetti di dematerializzazione sono rimaste chiuse nei cassetti, impantanate in emendamenti fantasma e assenze strategiche in aula". Il presidio permanente sotto la sede dell'Ars, fanno sapere i sindacati, serve non a chiedere assistenza ma "il rispetto dei patti sottoscritti e il diritto al lavoro". "Il nostro auspicio aggiungono - resta quello di assistere a un voto unanime dell'Aula dell'emendamento Almaviva, tappa ulteriore per la piena occupazione di tutti i lavoratori e le lavoratrici. Ogni rinvio della politica è un giorno di disperazione in più per centinaia di padri e madri di famiglia. La dignità dei lavoratori non è in vendita e non può essere calpestata da un'inerzia che puzza di dolo. La politica in Sicilia è chiamata a un bivio: trasformare le parole in contratti o assumersi la responsabilità sociale di un disastro senza precedenti".
Alla salvaguardia occupazionale si aggiungerebbe, inoltre, un aspetto di utilità collettiva, come sottolineano le organizzazioni: la dematerializzazione documentale, un piano strategico per la Pubblica Amministrazione siciliana, che darebbe immediato respiro a decine di professionisti qualificati, ma che resta paradossalmente impantanato nelle maglie della burocrazia regionale.
“Nonostante i numerosi tavoli tecnici e le rassicurazioni “di facciata” degli ultimi mesi - concludono - la realtà odierna parla di incertezza assoluta. l’ennesimo rinvio rappresenta l'ennesima doccia fredda per lavoratori che non hanno più tempo”.
Ce.Au.

