La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso contro il decreto con il quale la Corte d'Appello di Milano ha disposto la fermata dell'area a caldo dell'ex Ilva di Taranto, la parte centrale della fabbrica siderurgica. Il decreto dei giudici di Milano resta quindi valido. La decisione è stata presa dalle Sezioni Unite Civili dopo l'udienza del 20 ottobre. Il decreto della Corte d'Appello risale al 27 luglio, con 90 giorni di tempo all'azienda per adempierlo, ed è stato confermato dai giudici di Milano in due diverse occasioni: udienze del 9 e del 30 settembre scorsi. Impianto industriale dannoso per la salute umana a causa dell'emissione di polveri in atmosfera e della presenza di amianto negli altiforni: queste le motivazioni centrali della Corte d'Appello nel suo decreto. Alla Suprema Corte hanno presentato contro il decreto due distinti ricorsi straordinari le società Ilva e Acciaierie d'Italia spa-Acciaierie d'Italia holiding chiedendone l'annullamento. E due controricorsi a sostegno del provvedimento dei giudici di Milano hanno invece presentato i cittadini di Taranto costituitisi in un giudizio svoltosi negli anni fra Tribunale di Milano - dove ha sede legale Acciaierie d'Italia - Corte di Giustizia Europea di Lussemburgo, Corte d'Appello di Milano e infine Cassazione a Roma.
"La nuova direttiva (Ue) 2024/2881 del 23 ottobre 2024 'relativa alla qualità dell'aria ambiente e per un'aria più pulita in Europa' - da recepire entro l'11 dicembre 2026 - fissa parametri ancora più severi in tema di particolato (PM10 e PM2,5), sia sotto il profilo qualitativo che sotto quello quantitativo, prendendo come parametro di riferimento proprio le indicazioni dell'Oms cui faceva riferimento il parere negativo dell'Iss del 30 luglio 2024". Afferma la Cassazione nel provvedimento. E continua: "Dai dati scientifici disponibili risulta che il biossido di zolfo, il biossido di azoto e gli ossidi di azoto, il particolato (PM10 e PM2,5), il benzene, il monossido di carbonio, l'arsenico, il cadmio, il piombo, il nichel, alcuni idrocarburi policiclici aromatici e l'ozono abbiano una serie di effetti negativi importanti sulla salute umana e siano connessi a varie malattie non trasmissibili, a cattive condizioni di salute e a un aumento della mortalità".

