Mercoledì 9 settembre 2026, ore 3:18

Vertenze

Ex Ilva, Governo apre a partecipazione pubblica. Stop ai licenziamenti

Per le associazioni dell'indotto del siderurgico la decisione di interrompere le procedure di licenziamento è stato "un senso di responsabilità", a fronte soprattutto delle garanzie di continuità produttiva fornite dal governo. Durante la giornata di incontri a Palazzo Chigi con enti locali, associazioni datoriali e sindacati, convocati proprio per discutere sulla situazione dell' ex Ilva, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano ha chiarito che «quella del governo non è una prospettiva di rassegnazione», bensì di rilancio. "Il futuro dell' Ilva - ha detto durante la riunione - sarà in ogni caso legato al green e alla decarbonizzazione attraverso i forni elettrici alimentati a Dri". Un obiettivo che il governo intende raggiungere attraverso la convocazione di un altro tavolo permanente, paragonato al modello messo in atto per la realizzazione delle opere del Giubileo 2025 e per gli interventi nella Terra dei Fuochi in Campania. La regione Puglia ha parlato di «risposte parziali», evidenziando però la missione di mantenere il polo siderurgico decarbonizzato a Taranto.

Ma per i sindacati i tavoli non sono sufficienti. "Con le parole non si risolvono i problemi - ha detto il segretario generale della Fiom Michele De Palma -. Oggi abbiamo bisogno di cose concrete". Mentre Fim Cisl e Uilm hanno rimarcato ancora una volta la necessità di un indirizzo pubblico. Il governo ha aperto a questa possibilità, in un incontro animato da quella che è stata definita una "grande tensione", per una situazione "che si trascina ormai da più di quindici anni", ha sottolineato il segretario generale della Fim Cisl Ferdinando Uliano.
A pesare su ogni futura decisione resta però sempre l'udienza del 9 settembre. Domani, infatti, la Corte d'Appello di Milano valuterà l'istanza di sospensiva presentata dalle amministrazioni straordinarie di Acciaierie d'Italia e Ilva contro lo stop dell'area a caldo. "Nel caso la Corte confermasse il decreto di sospensione dell'area caldo - ha spiegato Mantovano - l'intenzione del governo è provare a trasformare una situazione complicata e difficile in un'occasione per il rilancio dell'area». Il piano d'azione illustrato dal governo si articola lungo tre direttrici, che riguardano la prospettiva delle gare in corso, le misure di carattere sociale per affrontare le ricadute occupazionali di un'eventuale sospensione dell'area a caldo e i progetti di reindustrializzazione, «con le possibilità di riassorbimento della manodopera dell' ex Ilva e dell'indotto eventualmente in esubero".
Per la regione Puglia si è trattato di risposte parziali, evidenziando però l'intenzione dell'esecutivo di mantenere il polo siderurgico decarbonizzato a Taranto- "C'è un'ipotesi - ha specificato il presidente della regione Puglia Antonio Decaro - anche di scivolamento pensionistico per chi ha lavorato, sia i lavoratori diretti, quelli indiretti, sia quelli dell'indotto, quelle persone che però hanno avuto un legame con l'area a caldo del ciclo integrale, che poi è un ciclo col quale c'è stata la produzione in questi anni".

Per la leader Cisl Daniela Fumarola "Il Paese e l'Europa hanno bisogno di acciaio buono e pulito, e in Italia l'acciaio di qualità si produce nelle quantità necessarie solo se l' ex Ilva resta viva. Spegnere l'area a caldo è una decisione irreversibile, dopo non si torna indietro. Il disastro ambientale resta lì dov'è e a quello si aggiunge la bomba sociale. Bisogna disinnescare questo rischio, dare garanzie sulla produzione e sulla salvaguardia di tutta l'occupazione diretta e dell'indotto. Lo Stato deve avere un ruolo attivo, sia in termini di investimenti, sia nella costruzione di una regia che impedisca lo stop alla produzione primaria". "Prima ancora però bisogna bloccare le procedure di licenziamento avviate dalle aziende dell'indotto - ha aggiunto -. Rinunciare all'acciaio è una scelta industriale suicida. Vanno poste le condizioni per produrre acciaio pulito, come viene fatto in tutto il mondo. Investimenti veri su forni elettrici, decarbonizzazione e preridotto, bonifiche che partano davvero, continuità di reddito per diretti, appalto e indotto, scouting di qualità per i possibili acquirenti".

( 8 settembre 2026 )

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