Mercoledì 26 agosto 2026, ore 19:51

Industria

Ex Ilva la partita si allarga: in gara anche la Ce Industries

La partita per il futuro dell’ex Ilva si allarga con l’ingresso di un nuovo operatore europeo. A scendere in campo è Ce Industries, holding ceca con sede a Praga. Il gruppo è attivo nei settori ferroviario ed energetico e punta ora al dossier siderurgico italiano. L’annuncio della presenza di un quarto grande operatore europeo è arrivato dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. Ce Industries si aggiunge agli altri soggetti già impegnati nella gara internazionale per gli impianti dell’ex Ilva: la maxi cordata italiana di imprese, il gruppo indiano Jindal e il fondo americano Flacks. Una competizione che potrebbe dunque aprire nuove prospettive per il futuro dello stabilimento di Taranto.

Il dossier resta però segnato da una situazione industriale, ambientale e occupazionale particolarmente complessa a cui si aggiunge la decisione della Corte d’Appello di Milano sull’area a caldo che ne prevede la chiusura entro fine ottobre. All’inizio di settembre, ha annunciato Urso, sarà convocato un nuovo tavolo sull’Ilva. “Lavoreremo tutti insieme” ha assicurato, chiedendo il coinvolgimento di tutte le istituzioni. L’obiettivo è arrivare a una soluzione condivisa nonostante “condizioni estremamente critiche”. “Con la massima collaborazione istituzionale e massima responsabilità, troveremo una soluzione” ha detto il ministro. Soluzione che, nelle intenzioni del governo, dovrà contribuire alla crescita dell’acciaio italiano.

Al centro della strategia c’è anche la transizione verso tecnologie produttive più sostenibili. Urso ha rivendicato il ruolo dell’Italia nella siderurgia green, sottolineando la leadership europea nella produzione di acciaio attraverso forni elettrici. Ma, secondo il ministro, l’Italia deve continuare a credere nell’industria primaria. “Senza una base industriale - ha osservato - non possono esserci né una solida industria europea né autonomia e indipendenza del continente”.

La sfida è conciliare la necessità della decarbonizzazione con quella di non interrompere la produzione. Un equilibrio reso ancora più urgente dalla situazione internazionale e dalla domanda di acciaio in Europa. Urso ha ricordato che nelle ultime settimane sono stati riaperti tre altiforni europei precedentemente in manutenzione o destinati alla dismissione. Il ministro ha inoltre rivendicato l’azione del governo italiano a Bruxelles sulle nuove regole di salvaguardia per l’acciaio. Secondo Urso, le modifiche introdotte dal primo luglio consentono alla produzione europea di riattivare gli altiforni.

Intanto, a Taranto, la preoccupazione dei sindacati resta alta. Fim, Fiom, Uilm e Usb hanno rilanciato la campagna “Riprendiamoci il futuro”. Una grande vela itinerante attraversa in questi giorni le strade della città in concomitanza con i Giochi del Mediterraneo. “Non si gioca con il futuro di 20mila lavoratori! Ambiente, salute e lavoro” è il messaggio scelto dalle organizzazioni sindacali. L’iniziativa riprende lo slogan e le rivendicazioni dello sciopero del 3 agosto. I sindacati chiedono misure straordinarie e un intervento pubblico capace di garantire una reale transizione ecologica. Al centro delle richieste ci sono continuità occupazionale, una clausola sociale per i lavoratori dell’appalto e una vera ’Vertenza Taranto’.

Sara Martano

( 26 agosto 2026 )

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