Sciopero immediato di 24 ore in tutto il gruppo ex Ilva dopo l’incidente mortale avvenuto a Taranto in Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria. Così rispondono i sindacati di categoria Fim, Fiom, Uilm appena giunta la notizia dell’accaduto. L’operaio Claudio Salamida, in servizio all’acciaieria 2 dello stabilimento ex Ilva di Taranto è morto dopo essere precipitato dal quinto al quarto piano dell’impianto. L’uomo era impegnato nelle attività di controllo delle valvole quando si è verificato l’incidente. Secondo le prime informazioni, l’operaio stava lavorando su di un paiolato che sarebbe una specie di pedana. Sul posto sono intervenuti i responsabili della sicurezza e il personale sanitario che hanno tentato a lungo le manovre di rianimazione. Il lavoratore è deceduto per le gravi lesioni riportate. I funzionari dello Spesal hanno avviato gli accertamenti per ricostruire la dinamica e verificare il rispetto delle procedure di sicurezza.
“Quanto accaduto alla ex Ilva è un fatto di una gravità estrema che non può e non deve essere archiviato come una tragica fatalità - affermano in una nota Ferdinando Uliano, segretario generale Fim e Valerio d’Alò, segretario nazionale Fim e coordinatore della siderurgia -. Da tempo denunciamo la necessità di una maggiore attenzione e di investimenti strutturali sulle manutenzioni e sulla messa in sicurezza degli impianti. Le risorse destinate alla sola gestione ordinaria non sono sufficienti: è indispensabile rafforzare in modo significativo e continuativo gli interventi di manutenzione per prevenire situazioni che mettono seriamente a rischio la salute e la sicurezza dei lavoratori”. Per i due esponenti della Fim “la definizione di un assetto proprietario stabile è una condizione indispensabile per una migliore pianificazione degli investimenti, sia sul fronte della prevenzione e della sicurezza, sia per il rilancio complessivo degli impianti siderurgici. Per queste ragioni - sottolineano - la nostra richiesta di riaprire con urgenza il tavolo a Palazzo Chigi è oggi ancora più necessaria e non più rinviabile. Auspichiamo che il governo dia a questa richiesta un riscontro immediato e concreto”. “Per quanto ci riguarda - concludono Uliano e D’Alò - la presenza dello Stato deve rappresentare una garanzia aggiuntiva e reale sul piano della prevenzione del rischio infortuni e, al tempo stesso, l’unica strada possibile per assicurare un futuro industriale e occupazionale allo stabilimento. Alla famiglia del lavoratore va il nostro più profondo cordoglio e la nostra piena vicinanza in questo momento di dolore”.
Vicinanza alla famiglia dell’operaio morto anche da parte della segretaria generale della Cisl Daniela Fumarola che a "Coffee Break" ribadisce ancora una molta quanto “la sicurezza sul lavoro sia un tema fondamentale sul quale non possiamo assolutamente abbassare la guardia”. Fumarola ricorda che “abbiamo chiesto da tempo e continuiamo a dire che serve una grande alleanza nazionale perché sono stati fatti passi in avanti con il lavoro che abbiamo fatto insieme con il Governo, ma evidentemente non basta”. Per la segretaria Cisl “bisogna incidere sulla formazione di tutti i lavoratori, ma anche delle imprese; incidere sulle manutenzioni nel caso dell’Ilva, perché se questo è accaduto è perché, purtroppo, negli anni ci sono state manutenzioni scarse, quando ci sono state, ed è per questo che chiediamo un intervento forte e costante su questi temi”.
Intanto sull’incidente Acciaierie d’Italia in As comunica che “sono in corso tutte le verifiche necessarie per accertare la dinamica dei fatti e conferma la piena disponibilità a fornire tutti gli elementi utili a far luce sull’accaduto”.
Sara Martano

