Martedì 16 giugno 2026, ore 20:03

Siderurgia

Ex Ilva: sindacati e governo cercano una via d’uscita

"La massima responsabilità da parte di tutti gli attori”. Questo il messaggio del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso ai sindacati territoriali nel corso dell’incontro per ex Ilva dove il ministro ha ribadito l’impegno del governo a garantire la continuità produttiva degli stabilimenti e a mantenere aperta una prospettiva industriale per Taranto, indicando nella piena decarbonizzazione il traguardo da raggiungere. “Quella di ex Ilva è una sfida difficile” avrebbe affermato il ministro, sottolineando come il futuro del gruppo richieda un’azione sinergica tra istituzioni, imprese e rappresentanze dei lavoratori. Le rassicurazioni del ministro, però non hanno dissipato le preoccupazioni dei sindacati. Al termine del confronto  Fim, Fiom e Uilm territoriali hanno parlato di una situazione estremamente delicata sottolineando che non sarebbero previste ulteriori risorse pubbliche oltre a quelle già stanziate per sostenere l’azienda. Il rischio è che nei prossimi mesi l’ex Ilva possa trovarsi in difficoltà sul fronte della liquidità, mentre restano aperti tutti i nodi legati alla sicurezza degli impianti, alla manutenzione, alla cassa integrazione e al processo di vendita internazionale. “È una situazione drammatica”ribadiscono i sindacati che chiedono il ritorno del confronto a Palazzo Chigi. L’ultimo incontro presso la Presidenza del Consiglio risale infatti allo scorso 5 marzo e, secondo i sindacati, una vertenza di questa portata necessita di un coordinamento politico più ampio e costante.

Per Biagio Prisciano segretario generale Fim Cisl Taranto-Brindisi, è indispensabile riattivare il tavolo permanente aperto presso Palazzo Chigi: “I problemi restano tutti, c’è una situazione drammatica che porta in uno stato confusionale i lavoratori, e il tempo non è una variabile da trascurare. Abbiamo a Taranto i problemi della sicurezza, della manutenzione, delle risorse, della cassa integrazione e del bando di vendita. Chi paga le conseguenze? I lavoratori, che sempre più vedono un futuro incerto”. A rafforzare la richiesta di una soluzione anche la segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola che ha espresso l’auspicio che si possa arrivare a “una soluzione strutturata” capace di coniugare esigenze produttive, tutela del lavoro e sostenibilità. “Nel nostro Paese serve la produzione dell’acciaio - afferma Fumarola - ma è importante soprattutto tutelare il lavoro diretto e dell’indotto, la salute e la sicurezza negli stabilimenti e un occhio particolare alla questione ambientale dei territori interessati”. Intanto la vertenza va avanti. Il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, ha convocato per domani mattina i sindacati metalmeccanici per fare il punto sulla situazione. Un appuntamento che arriva in un momento cruciale, con lavoratori e territori che attendono risposte concrete sul destino del più grande polo siderurgico d’Europa.

Sara Martano

( 16 giugno 2026 )

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