Giovedì 17 settembre 2026, ore 3:19

Industria

Ex Ilva: tavolo rinviato si attende la Cassazione

Il confronto sul futuro dell’ex Ilva si aggiorna alla prossima settimana mentre bgià venerdì è in programma un tavolo tecnico al ministero del Lavoro sugli strumenti a tutela dei lavoratori dell’ex Ilva e dell’indotto. Intanto cresce l’attesa per la decisione della Corte di Cassazione sulla continuità delle attività dell’area a caldo dello stabilimento di Taranto. La Suprema Corte ha fissato al 20 ottobre l’udienza per discutere il ricorso straordinario presentato da Acciaierie d’Italia e Ilva contro il provvedimento della Corte d’Appello di Milano che ha disposto la fermata dell’area a caldo.

La novità ha portato il governo a rinviare il confronto con i sindacati sulle misure a tutela dei lavoratori. Il decreto che avrebbe dovuto essere esaminato oggi dal Consiglio dei ministri non arriverà quindi, almeno per ora, in Cdm. L’esecutivo, secondo quanto emerso dall’incontro a Palazzo Chigi, intende attendere che il quadro giudiziario sia più definito prima di intervenire con nuovi provvedimenti.
Nel frattempo, il governo avvierà un’interlocuzione con le aziende dell’indotto e dell’appalto dell’ex Ilva per chiedere di non procedere con i licenziamenti. Il presidente di Aigi, Nicola Convertino, ha annunciato l’intenzione di chiedere alle aziende associate una sospensione dei licenziamenti almeno fino all’udienza della Cassazione. Secondo Convertino, la fissazione dell’udienza crea infatti una prospettiva di continuità almeno temporanea per le attività dello stabilimento.

Anche i sindacati hanno ribadito a Palazzo Chigi la necessità di bloccare i licenziamenti nell’indotto. Per il segretario generale Fim, Ferdinando Uliano, l’aggiornamento del tavolo rappresenta l’occasione per acquisire elementi di maggiore certezza sulla continuità produttiva. “La priorità - sottolinea - resta però il piano industriale per il futuro dell’ex Ilva”. Il sindacato chiede inoltre indicazioni precise sull’assetto societario, sui livelli produttivi e sulla tecnologia che dovrà essere utilizzata nei nuovi impianti.

Al centro del confronto ci sono in particolare i forni elettrici, il Dri, i finanziamenti necessari e il ruolo dello Stato nella futura configurazione societaria. “Per noi lo Stato è importante che sia presente in maniera maggioritaria ”ribadisce ancora Uliano. Il governo ha confermato l’intenzione di consentire la prosecuzione della produzione di acciaio a Taranto e di proseguire la gara per la vendita dello stabilimento. Secondo quanto riferito al tavolo dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, l’obiettivo è accompagnare la transizione verso una produzione di acciaio a minore impatto ambientale. La prospettiva indicata è quella di un futuro basato su forni elettrici alimentati da Dri, con risorse pubbliche già disponibili che il governo potrebbe eventualmente integrare. 

Sul fronte occupazionale resta invece da definire il quadro degli ammortizzatori sociali. Tra le ipotesi allo studio c’è una cassa integrazione in deroga per circa 4mila lavoratori dell’indotto attraverso l’ammortizzatore unico emergenziale. Restano in fase di valutazione eventuali strumenti per favorire l’uscita anticipata dei lavoratori prossimi alla pensione, tema che, appunto, sarà affrontato venerdì.
Un capitolo particolarmente delicato riguarda inoltre la continuità delle forniture e delle attività produttive nel periodo che precederà l’udienza della Cassazione.

Sara Martano

( 16 settembre 2026 )

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