Mercoledì 20 maggio 2026, ore 6:43

Lavoro

Fonici e trascrittori: sciopero il 29 maggio

Non si arresta la mobilitazione delle circa 1.500 lavoratrici e lavoratori impiegati nell’appalto del ministero della Giustizia per il servizio di documentazione degli atti processuali. La Fisascat Cisl e le altre organizzazioni sindacali hanno proclamato una giornata di sciopero nazionale per l’intera giornata/turno di lavoro del prossimo 29 maggio. 
La decisione è stata assunta a seguito dell’esito negativo del tentativo di conciliazione svolto il 13 maggio presso il Ministero del Lavoro, nell’ambito della procedura prevista dalla normativa sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali. Al confronto non ha partecipato il Ministero della Giustizia, limitandosi a trasmettere una comunicazione scritta nella quale ha ribadito la volontà di mantenere esternalizzato il servizio ed escluso la possibilità di assumere impegni diretti sulla tutela occupazionale delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti. Le organizzazioni sindacali hanno espresso forte preoccupazione per l’assenza del dicastero e per la mancanza di risposte concrete sulle prospettive occupazionali e salariali dei circa 1.500 fonici, trascrittori e stenotipisti impiegati nell’appalto, già pesantemente colpiti dagli effetti della riforma Cartabia e dalle attuali situazioni di cassa integrazione straordinaria. 
Il 7 maggio scorso, di fronte alla perdurante assenza di risposte da parte del Ministero della Giustizia in merito alla richiesta di garanzie dei livelli occupazionali e salariali dei fonici, trascrittori e stenotipisti forensi impiegati nell'appalto del Dicastero, i sindacati avevano attivato lo stato di agitazione e chiesto un confronto presso il Ministero sulla situazione in essere e sulle prospettive occupazionali e salariali delle lavoratrici e dei lavoratori, già pesantemente colpiti dagli effetti della riforma Cartabia e dalle attuali situazioni di cassa integrazione straordinaria.
Alla base della mobilitazione la richiesta di garanzie sul mantenimento dei livelli occupazionali e salariali, oltre alla necessità di aprire un confronto serio sul futuro del servizio e sulle condizioni di lavoro di addetti che, da oltre vent’anni, assicurano il funzionamento di un’attività essenziale per il sistema giudiziario del Paese, spesso in condizioni di forte precarietà. 
I sindacati contestano inoltre la scelta del ministero della Giustizia di sottrarsi al confronto sulla gestione della nuova gara d’appalto, ricordando come la normativa vigente attribuisca precise responsabilità alle stazioni appaltanti in materia di tutela dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, a partire dal corretto trattamento normativo ed economico. Le organizzazioni sindacali ricordano inoltre che il confronto con il ministero della Giustizia sulla situazione dell’appalto era stato avviato già nel gennaio 2025 senza che, ad oggi, siano arrivate risposte concrete sulle prospettive future del servizio e dei lavoratori coinvolti. "Il silenzio e l’assenza del Ministero della Giustizia - sottolineano i sindacati - rappresentano un segnale grave nei confronti di lavoratrici e lavoratori che ogni giorno garantiscono il corretto funzionamento della giustizia nel nostro Paese. È indispensabile aprire immediatamente un confronto che dia certezze sul futuro occupazionale e salariale del personale coinvolto".
Ce.Au.
 

( 19 maggio 2026 )

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