Lunedì 11 maggio 2026, ore 19:35

Ex Alstom

General Electric, oggi sciopero in tutto il Gruppo in Italia

Oggi sciopero dei lavoratori della General Electric ex Alstom di Sesto San Giovanni in tutt'Italia. Prosegue anche da giorni l'assemblea permanente contro la decisione della multinazionale di interrompere le attività produttive dello stabilimento.

Stamane, davanti al al Mico, il centro congressi dove oggi si tiene l'assemblea di Assolombarda che sarà conclusa dal premier Matteo Renzi, i lavoratori della multinazionale hanno srotolato uno striscione con su scritto: 'General Electric prende soldi pubblici e licenzia'.

Dopo il presidio davanti al Mico di Fiera Milano in occasione dell'assemblea di Assolombarda con il presidente del consiglio Matteo Renzi, i lavoratori di General Electric hanno sottoscritto e consegnato al premier una lettera in cui hanno scritto: "anche noi siamo il futuro, un tassello fondamentale per il paese in un settore strategico come quello dell'energia". La richiesta è che "venga riconvocato al più presto il tavolo ministeriale per trovare soluzioni alternative alla chiusura del sito" di Sesto San Giovanni ex Alstom Energia, perché "alle porte di Milano, dove tutto è positivo, ai lavoratori di General Electric stanno arrivando le lettere di licenziamento".

I lavoratori della multinazionale non chiedono ammortizzatori sociali, rivendicano il blocco dei licenziamenti e il mantenimento in attività dello stabilimento.

"Stanno passando i giorni senza che nulla di buono accada. La multinazionale americana continua a tacere, non da risposte ai lavoratori, né al governo che ha chiesto all'azienda di individuare soluzioni alternative, e la direzione General Electric Italia ad ogni sollecitazione si trincera dietro i diktat del Gruppo americano". Lo dice Nicola Alberta, segretario nazionale Fim Cisl, aggiungendo come "l'azienda faccia spallucce dinanzi a lotte e petizioni e sta testardamente tenendo un comportamento irresponsabile mentre prepara l'invio delle lettere di licenziamento ai circa 100 lavoratori rimasti". "Questo non può essere l'epilogo di un'azienda la storica ex-Ercole Marelli, chiediamo che il governo convochi i vertici della multinazionale - dice ancora - e si determini un cambio d' impostazione della vertenza. Vanno scongiurati i licenziamenti e aperte le trattative, e in questo ambito le soluzioni industriali e occupazionali si possono trovare. Ma la multinazionale deve abbandonare la propria sordità e ascoltare. Se si discute di competitività e rilancio, in coerenza con i progetti di investimento nel nostro Paese, il sindacato è pronto", conclude Alberta.

(Approfondimento domani su Conquiste Tabloid)

( 10 ottobre 2016 )

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