Raggiunta l’intesa sul rinnovo del contratto integrativo aziendale di Ikea Italia, che coinvolge oltre 7.600 dipendenti su tutto il territorio nazionale. L’ipotesi di accordo è stata sottoscritta da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs insieme alla direzione della multinazionale svedese e sarà ora sottoposta al voto delle lavoratrici e dei lavoratori. Il nuovo contratto avrà durata triennale e rappresenta il punto di arrivo di una vertenza complessa, sostenuta da anni di mobilitazioni e scioperi che hanno visto una forte partecipazione del personale.
L’accordo introduce importanti novità sul piano normativo, economico e organizzativo, rafforzando il ruolo della contrattazione collettiva e delle relazioni sindacali. Sul fronte degli inquadramenti professionali viene ridotto il percorso per l’accesso alle professionalità specialistiche di terzo livello, accompagnato da formazione strutturata e verifiche.
È inoltre previsto un progressivo superamento della deroga nel passaggio dal quarto al terzo livello con un percorso formativo di 12 mesi e un’indennità di 500 euro. Questo meccanismo sarà gradualmente eliminato entro tre anni in linea con quanto stabilito dal contratto nazionale di settore. Sei mesi prima della scadenza, sarà istituita una commissione per ridefinire ruoli e classificazioni professionali.
Sul piano delle relazioni sindacali, l’intesa amplia gli spazi di confronto anche a livello territoriale e introduce nuove modalità di comunicazione digitale. Importante anche l’estensione del contratto ai futuri format aziendali, garantendo diritti sindacali anche nei punti vendita con meno di 15 dipendenti. Per quanto riguarda la salute, viene migliorato il trattamento economico di malattia, estendendo l’indennità anche al terzo e quarto evento.
Novità anche sul premio di risultato, con un nuovo sistema che punta ad aumentare gli importi complessivi e consente la conversione in welfare con vantaggi fiscali. Sul fronte del welfare aziendale, ogni lavoratore a tempo indeterminato avrà a disposizione 150 euro annui su un conto individuale. L’importo sarà proporzionato all’anzianità di servizio, rafforzando così il sostegno al reddito.
Grande attenzione è dedicata anche ai temi sociali, a partire dalla genitorialità. L’accordo introduce 12 giorni aggiuntivi di congedo per i padri e 22 giorni per il genitore non partoriente. Previsti inoltre tre giorni di permesso per percorsi di procreazione medicalmente assistita. Interventi significativi riguardano l’organizzazione del lavoro domenicale e festivo. La maggiorazione domenicale sale al 65%, con una quarta domenica “di picco” al 75% e aumenta anche la maggiorazione festiva che raggiunge l’85% dal terzo evento.
L’accordo interviene anche sulla gestione degli appalti, rafforzando le tutele lungo tutta la filiera. Previsto infine un confronto preventivo sull’introduzione di nuove tecnologie e sistemi di intelligenza artificiale.
Soddisfazione è stata espressa dalle organizzazioni sindacali firmatarie. “La partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori è stata decisiva per arrivare a questo risultato - sottolineano Filcams, Fisascat e Uiltucs -. Si tratta di un accordo che rafforza diritti, salario e qualità del lavoro in un contesto in forte evoluzione. “La contrattazione ha dimostrato ancora una volta di essere uno strumento fondamentale di tutela e di progresso”, affermano aggiungendo che il rinnovo rappresenta un equilibrio avanzato tra esigenze aziendali e diritti delle persone: “Abbiamo ottenuto risultati concreti su welfare, inclusione e organizzazione del lavoro - concludono i sindacati - e fatto un passo avanti importante anche sul terreno della partecipazione e del confronto continuo”.
Sara Martano

