Si alza la tensione nello stabilimento Philip Morris Manufacturing & Technology di Bologna. Dopo mesi di trattative senza risultati concreti, Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil, insieme alle rappresentanze sindacali unitarie, hanno annunciato l’apertura dello stato di agitazione e la proclamazione di 16 ore di sciopero per i lavoratori del sito produttivo di Crespellano.
La rottura arriva al termine di un lungo confronto che, secondo le organizzazioni sindacali, si è arenato a causa dell’assenza di risposte da parte dell’azienda sui principali nodi della vertenza. I rappresentanti dei lavoratori denunciano infatti un organico insufficiente rispetto alle esigenze produttive, un ricorso eccessivo e ricorrente al lavoro precario e carichi di lavoro giudicati ormai insostenibili in diversi reparti, sia produttivi sia impiegatizi. Nel mirino dei sindacati finiscono anche le difficoltà legate all’agibilità sindacale e le modalità con cui l’azienda avrebbe gestito il negoziato. Secondo Cgil, Cisl e Uil di categoria, Philip Morris avrebbe adottato tattiche dilatorie, rinviando continuamente il confronto fino ad avvicinarsi alla pausa estiva e disattendendo l’impegno di raggiungere rapidamente un accordo.
Ma a preoccupare maggiormente i lavoratori è anche il futuro industriale del sito bolognese. I sindacati sottolineano infatti come i volumi produttivi stiano registrando una diminuzione che, a loro dire, non sarebbe riconducibile a una contrazione del mercato. Un segnale considerato particolarmente allarmante riguarda il progetto Nil dedicato ai prodotti orali, ritenuto strategico per lo sviluppo e il rilancio dello stabilimento. Secondo quanto denunciato dalle organizzazioni sindacali, l’investimento sarebbe stato presentato alle rappresentanze dei lavoratori soltanto poche settimane fa come una prospettiva concreta per Bologna, ma nel frattempo avrebbe perso priorità a favore di altri siti produttivi all’estero. Una scelta che alimenta timori e interrogativi sul futuro occupazionale e industriale dell’area.
Per informare lavoratori e cittadini sulle ragioni della mobilitazione, i sindacati hanno organizzato un’assemblea pubblica aperta alla cittadinanza. L’iniziativa si terrà mercoledì 24 dalle 10 alle 13, in via Giacomo Venturi 2 a Crespellano, all’esterno dello stabilimento Philip Morris. L’obiettivo dichiarato è riportare al centro del dibattito le condizioni di lavoro, la tutela dell’occupazione e le prospettive produttive di uno dei più importanti poli industriali del territorio bolognese. La vertenza entra così in una fase decisiva, con il confronto tra azienda e sindacati che appare oggi più distante che mai.
Sara Martano

