Innamorati di Torino: con questo slogan tutte le sigle territoriali dei metalmeccanici scendono in piazza nel giorno di San Valentino per il rilancio dell’auto e di tutta l’industria territoriale. Il corteo promosso da Fim, Fiom, Uilm, Fismic, Uglm, Aqcf partirà alle 10 da piazza Arbarello, dove sono attesi migliaia di lavoratori in arrivo da tutta l’area metropolitana. La manifestazione sarà aperta dall’intervento del segretario generale della Fim Cisl, Rocco Cutrì, il primo dei sei interventi che si intervalleranno lungo il percorso del corteo (uno per ogni sigla sindacale) e terminerà in piazza Castello. A Torino sfileranno, tra gli altri, il segretario generale della Fim Cisl Ferdinando Uliano, il responsabile Auto della Uilm, Gianluca Ficco, e della Fiom, Samuele Lodi.
Alla manifestazione parteciperanno anche rappresentanti delle istituzioni locali (Città di Torino, Regione e comuni della cintura torinese), della curia e della società civile. “Sul tema dell’industria - ha detto il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, annunciando la sua presenza all’iniziativa - c’è l’esigenza di cambiare passo. Se dovessi esprimere un desiderio, auspicherei una rinnovata stagione di industrializzazione per il territorio torinese. Spero davvero che questa manifestazione funzioni. Io aderisco molto volentieri, abbiamo dato anche il patrocinio della Città e mi sembra un buon modo per segnalare al Governo l’esigenza di guardare a questo territorio con maggiore attenzione e di posizionare su questo territorio risorse adeguate per fronteggiare la crisi industriale”. Crisi che sotto la Mole continua a mordere. Secondo i dati Inps sulla cassa integrazione, Torino, con oltre 39 milioni di ore richieste, si conferma la provincia più cassaintegrata d’Italia davanti a Napoli e Brescia. Nel 2025 il capoluogo regionale ha fatto registrare un aumento del 20,2% rispetto al 2024.
“Nonostante la crisi profonda che lo ha investito da diversi anni - spiega il segretario generale della Cisl Torino-Canavese, Giuseppe Filippone - questo territorio possiede ancora competenze straordinarie e uniche per rilanciarsi. Servono però politiche industriali vere e nuovi investimenti. La manifestazione dei metalmeccanici nel giorno di San Valentino, oltre ad essere un atto di amore verso la città, è una chiamata a raccolta di tutte le componenti sociali per reagire insieme al declino. Difendere l’industria, in primis quella dell’auto, significa difendere la città e la sua capacità di essere un luogo dove si produce e si innova”.
La mobilitazione, iniziata un anno fa con le due grandi manifestazioni cittadine che hanno prodotto un primo importante risultato come la produzione della nuova 500 ibrida a Mirafiori non si è mai fermata. Dopo incontri pubblici, con il coinvolgimento delle istituzioni, si sono svolte assemblee, volantinaggi e presidi.
Per Fim, Fiom, Uilm, Fismic, Uglm, Aqcf il settore dell’auto va rilanciato perché un singolo modello per Mirafiori non è sufficiente alla sua sopravvivenza così come va sostenuto tutto l’indotto. I sindacati esprimono anche forte preoccupazione per un possibile investimento di Stellantis in Algeria, vedendo in esso un rischio di delocalizzazione delle produzioni che Torino non può permettersi. Di fronte a questa emergenza è nata la proposta di un Osservatorio permanente sull’industria manifatturiera con il coinvolgimento sia del Comune che della Regione. “I numeri della crisi dell’auto nel torinese sono noti - sottolinea il segretario generale della Fim Cisl Torino-Canavese, Rocco Cutrì - produzione a picco, massiccio ricorso alla cassa integrazione, chiusura decine di aziende e ridimensionamento dell’indotto. Dietro questi dati ci sono persone, famiglie e competenze che rischiano di andare disperse. E c’è un territorio che rischia di perdere definitivamente la propria vocazione industriale e soprattutto un sistema e una rete di imprese difficile da ricreare. Noi vogliamo cambiare questa situazione e costruire un futuro nuovo per la nostra città: da capitale dell’auto a capitale europea della mobilità. Abbiamo competenze, conoscenze ed esperienza per cavalcare l’onda dell’evoluzione tecnologica ed essere crocevia delle nuove catene del valore”.
Rocco Zagaria

