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Lavoro

Jabil: tre mesi di sospensione ai licenziamenti

Un'attesa senza mai fine. E’quella dei 190 lavoratori della Jabil che ora, dopo il tavolo di crisi convocato presso il Ministero dell'Impresa e del Made in Italy a Roma nel corso del quale si è riusciti a strappare all’azienda la sospensione di tre mesi delle procedure di licenziamento, attendono l’incontro di oggi in Regione. Scongiurate, almeno per ora, le lettere di licenziamento che sarebbero dovute partire domani, prosegue la ricerca di soluzioni “per la tutela dei lavoratori. Mi impegno in questo percorso che riguarderà tutte le parti interessate” ha affermato la sottosegretaria con delega alle crisi d'impresa, Fausta Bergamotto nell’incontro al quale hanno preso parte i rappresentanti sindacali e i vertici della Jabil. In una nota la Rsu che raccoglie i delegati sindacali interni all'azienda ha sostenuto che “Jabil ha accettato su richiesta del sottosegretario Bergamotto una ulteriore sospensiva della procedura di licenziamento con la proroga della cassa integrazione di ulteriori tre mesi con il decreto legislativo 148”. Proroga che deve servire appunto “ad intercettare delle opportunità condivise con l'azienda per evitare i licenziamenti e salvaguardare il sito di Marcianise. Al momento non hanno ancora soluzioni proponibili, ma c'è la volontà delle Istituzioni di intraprendere percorsi da costruire e condividere tra le parti”. Cautela dei sindacati che avrebbero sperato in un ritiro definitivo delle 190 procedure di licenziamento su un totale di 430, al fine di ridurre l'organico a 250 unità, considerate adatte per saturare il lavoro che consiste soprattutto nella realizzazione di colonnine per la ricarica di batterie elettriche per conto dell'Enel o almeno in una cassa integrazione più prolungata. Linea ribadita anche dal segretario provinciale della Fim Cisl, Nicodemo Lanzetta per il quale “era auspicabile il ritiro dei licenziamenti e avere almeno un anno di cassa integrazione”. Più tempo insomma per “verificare il miglioramento e la consistenza della Jabil per i nuovi progetti industriali”. L’azienda finora si è fatta promotrice di azioni di ricollocazione con garanzie industriali e occupazionali per gestire gli esuberi, ma fino ad oggi non c’è stata alcuna ricollocazione duratura in quanto i lavoratori ricollocati o sono in cassa integrazione o sono in arretrato con gli stipendi. Per questo per il sindacalista, considerato il poco tempo a disposizione, “occorre da subito incentrare gli incontri presso il Mimit per dare risposte ad attività industriali che diano prospettiva ai lavoratori e rilancino il territorio casertano”. 

Raffaella Cetta

( 27 febbraio 2023 )

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