Lunedì 16 febbraio 2026, ore 23:38

Territori

La storica Hoepli in crisi: chiesta cig per 70 dipendenti

L'ultima volta che aveva fatto notizia era stato nell’agosto del 2024, quando un cliente rimasto anonimo era entrato e aveva acquistato in blocco tutti i titoli esposti in vetrina. Ora la storica libreria Hoepli di Milano è tornata alla ribalta delle cronache, ma per un motivo meno felice: dopo 150 anni di attività sta attraversando un grave periodo di crisi e con lei l’omonima casa editrice specializzata in manuali tecnici, testi scolastici e saggi storici. L’azienda ha, infatti, chiesto l’avvio di una procedura di cassa integrazione ordinaria che sarà esaminata domani in un incontro con i sindacati. Il provvedimento dovrebbe riguardare circa 70 persone, ma le incognite sono numerose. “All’appuntamento - spiega Dario Emanuele, operatore della Fistel Cisl milanese - è stata annunciata anche la presenza di un legale e non ne capisco la ragione, perché un conto è valutare una richiesta di cassa integrazione per gestire questa fase complicata, un altro è se si parla di messa in liquidazione e di vendita. Al momento, comunque, non ci risulta che ci siano ipotesi di questo tipo”.

La libreria è un punto di riferimento per chi cerca volumi difficilmente disponibili altrove. Gli spazi si sviluppano su sei piani, all’interno di un immobile del 1958 progettato dagli architetti Figini e Pollini, che si trova a pochi passi dal Duomo, in pieno centro. Ma le origini dell’azienda sono più remote. Il primo negozio venne aperto nel 1870 da Ulrico Hoepli, imprenditore visionario di origine svizzera che due anni dopo fondò la casa editrice. “La Hoepli è in difficoltà da qualche anno - aggiunge Emanuele -, una difficoltà strutturale che riguarda un po' tutto il mercato librario ed editoriale italiano. Nel confronto di domani sapremo quante persone sono coinvolte nella procedura. Come Fistel chiederemo l’anticipo di cassa da parte del datore di lavoro rispetto all’Inps, l’equa rotazione dei dipendenti interessanti e la maturazione dei ratei di tredicesima, ferie, permessi e quant’altro. L’obiettivo è la tenuta occupazionale”.

La procedura dovrebbe durare fino a tredici settimane, ma i sindacati sperano meno. Sarebbe la terza nella storia della società. L’ultima riduzione di personale risale all’anno scorso, con il trasferimento del magazzino da Milano alla provincia di Bergamo: di fronte alla prospettiva di doversi spostare di 50 chilometri, una trentina di dipendenti avevano firmato un accordo per l’esodo. In realtà, oltre al calo delle vendite librarie e alla concorrenza del commercio online (la Hoepli ha provato a fare concorrenza ai colossi del settore, ma il tentativo è fallito), a pesare negativamente sono i dissapori all’interno della proprietà: il 75% delle quote appartiene ai discendenti diretti del fondatore (Giovanni, Matteo e Barbara Hoepli), mentre il 25% restante ai fratelli Nava (parenti che non lavorano in azienda). Le due “fazioni” hanno visioni diverse rispetto al futuro dell’attività, il che non aiuta. In caso di liquidazione si parla di un interessamento della Mondadori (voci non confermate), ma c’è chi teme che il palazzo che ospita la libreria possa attirare l’interesse di qualche società immobiliare.

Mauro Cereda

 

( 16 febbraio 2026 )

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