Domenica 31 agosto 2025, ore 7:14

Industria

Melfi: dall’automotive all’alluminio, la riconversione è possibile

Dall’automotive all’alluminio: la riconversione è possibile e a Melfi salva posti di lavoro. Fra incertezza e futuro. Alla vigilia delle chiusure estive, nell’area industriale di San Nicola di Melfi si respira incertezza e malumore. Ma c’è pure un segnale di novità. Ne parliamo con Gerardo Evangelista, segretario generale Fim Cisl Basilicata.

A Melfi si è concretizzato il primo progetto di riconversione industrialeIl sindacato si è mostrato fiducioso: può davvero essere un percorso possibile?
Sì, è una strada possibile. La riconversione delle aziende che non riescono più a produrre per Stellantis è fondamentale, e il recente caso della Mubea lo dimostra: grazie al passaggio alla nuova proprietà, la Taapp, sono stati salvaguardati oltre 50 posti di lavoro. Ora serve consapevolezza: una fabbrica nasce, cresce e si rigenera solo se esistono le giuste condizioni di contesto. Per questo è indispensabile un programma di politica industriale solido, capace di garantire il futuro dell’area produttiva di Melfi.

Segretario, cosa pensa delle recenti dichiarazioni di Jean-Philippe Imparato, responsabile europeo di Stellantis?
L’allarme lanciato da Imparato era purtroppo inevitabile, alla luce delle crescenti criticità legate ai costi energetici e alle difficoltà che sta attraversando il mercato dell’auto elettrica. È un grido tardivo, ma realistico: fotografa bene lo stato attuale del settore, come dimostra la trasformazione in corso tra molte aziende dell’indotto di Melfi.

Come valuta l’istituzione dell’area di crisi complessa per il sito industriale di Melfi?
Si tratta di uno strumento che può offrire soluzioni temporanee, utili a guadagnare tempo per affrontare la crisi in atto. Garantisce continuità salariale ai lavoratori e concede alle imprese una boccata d’ossigeno per ottenere nuove commesse o avviare processi di riconversione produttiva.

In sintesi: qual è la situazione oggi?
Il futuro dell’automotive è appeso a un filo. Se non si interviene subito, tra la fine del 2025 e la metà del 2026 molte aziende dell’indotto di Melfi rischiano di chiudere. E con loro, rischia di spegnersi un intero ecosistema industriale.

Com’è il percorso dei prodotti attuali e futuri nello stabilimento Stellantis di Melfi?
Entro il 2026, lo stabilimento di Melfi vedrà l’introduzione di quattro nuovi modelli: DS8, Jeep Compass, DS7 e Lancia Gamma, in un mix di versioni elettriche e ibride che arriveranno a sette varianti complessive. Nel frattempo, nel corso di quest’anno, terminerà la produzione dei tre modelli attualmente in linea. È un momento di transizione delicato, tra incertezze e opportunità, in cui si gioca la sfida del rilancio industriale del sito di Melfi.

Come giudica il percorso di trasformazione dello stabilimento Stellantis di Melfi?
Lo stabilimento di Melfi ha avviato, già dal giugno 2021, un processo di riconversione coerente con le linee guida europee. Una trasformazione profonda che ha coinvolto impianti, processi e organizzazione del lavoro, orientandosi verso la mobilità elettrica.

Il sindacato ha sostenuto questa transizione?
Come Fim Cisl, fin dall’inizio abbiamo spinto affinché alla produzione elettrica si affiancasse quella ibrida. Avevamo intuito l’incertezza politica che aleggiava sul settore, e non volevamo che l’industria italiana si facesse trovare impreparata. I fatti ci stanno dando ragione.

Cosa chiedete oggi alle istituzioni?
Chiediamo un intervento deciso del Governo italiano per rompere l’inerzia dell’Unione Europea. Non possiamo più permetterci di restare fermi. In un contesto globale dominato dai grandi player internazionali, manca una strategia industriale europea chiara e di lungo periodo.

E per quanto riguarda il rapporto con Stellantis?
C’è un nodo irrinunciabile: il fattore umano. Rispetto e fiducia si costruiscono con i fatti, e da parte dell’amministratore delegato Tavares non ne avevamo visti. Oggi i lavoratori subiscono la fabbrica, non la vivono. Bisogna tornare a un modello partecipativo, recuperando lo spirito della “fabbrica integrata di Melfi”, che ha fatto scuola proprio perché fondato sul miglioramento continuo e sul coinvolgimento delle persone.

Uno sguardo al futuro: cosa auspica?
L’obiettivo è chiaro: costruire un’industria moderna, efficiente, sostenibile e orientata alla qualità. Con l’arrivo del nuovo amministratore delegato, Antonio Filosa, ci aspettiamo una ventata d’aria nuova. Attendiamo con interesse la presentazione del nuovo Piano Italia e auspichiamo anche una sua visita allo stabilimento Stellantis di Melfi. La sua visione industriale può e deve contaminare positivamente l’intero gruppo Stellantis.

Armando Lostaglio
 

( 5 agosto 2025 )

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