Mercoledì 16 settembre 2026, ore 3:12

Automotive

Mirafiori: sette stop in due settimane

Archiviata l’edizione 2026 del Salone dell’Auto (che si è svolta sotto la Mole da venerdì 11 a domenica 13 settembre, con la presenza record di oltre 540 mila visitatori) Torino torna a far parlare di sé per l’ennesimo stop produttivo nello storico stabilimento di Mirafiori. Nei giorni immediatamente successivi al Salone - che ha visto la partecipazione di 47 case automobilistiche, l’esposizione di oltre 200 modelli e una presenza asiatica di marchi vicina al 40% - lunedì 14 e martedì 15 settembre, il sito torinese ha interrotto per l’ennesima volta la produzione della nuova 500 ibrida. È il settimo fermo dall’inizio del mese, dopo le tre giornate di stop del 2, 3 e 4 settembre e le successive del 7 e dell’8. Secondo Stellantis non sarebbero gli ordini a mancare, ma i componenti per produrre le auto e in modo particolare i motori. Il collo di bottiglia sarebbe alla Teksid di Carmagnola, controllata sempre dal gruppo, dove secondo alcune fonti gli scarti di lavorazione arriverebbero addirittura al 50%.

Lo stabilimento torinese di Stellantis interrompe quindi nuovamente la linea della Fiat 500 ibrida dopo appena una settimana di piena produzione seguita a quattro settimane di ferie forzate e da altri fermi produttivi prima della pausa estiva. Una sequenza di sospensioni che sta diventando la norma più che l’eccezione, e che riaccende l’allarme dei sindacati sul futuro dello stabilimento. Secondo la Fim Cisl torinese “il permanere del problema legato alla fornitura dei propulsori genera continue criticità. Per tutelare lo stabilimento e i suoi dipendenti serve stabilità”.

Lo dice a chiare lettere Igor Albera, segretario Fim Cisl di Torino e Canavese e referente automotive. “Purtroppo il problema sulle produzioni della 500 prosegue - spiega il sindacalista -. Allo stesso modo continua la nostra preoccupazione. Il mese di settembre è ormai compromesso. Chiediamo all’azienda di fare chiarezza sulle prospettive”. Sulla vicenda interviene anche il segretario generale dei metalmeccanici Cisl torinese Rocco Cutrì che punta il dito anche sulle modalità con cui vengono comunicate le fermate, decise all’ultimo momento. “Non possiamo essere messi in condizione di elemosinare qualcosa da parte di un grande gruppo come Stellantis, che rappresenta l’unico produttore di autoveicoli nel nostro Paese. Allo stesso modo, i lavoratori non possono scoprire la domenica se il lunedì sarà lavorativo o meno: è una situazione surreale”.
Il paradosso dei motori alimenta letture diverse da parte dei sindacati.

Secondo il segretario torinese della Fiom Edi Lazzi e il responsabile di stabilimento Gianni Mannori “la causa non è l’approvvigionamento motori, ma le basse vendite, sovrastimate fin dall’inizio. Il tema resta lo stesso da anni: mancano volumi, e senza un nuovo modello Mirafiori non arriverà quest’anno a 50mila auto prodotte”. Anche i metalmeccanici della Uil insistono sulla necessità di garantire nuovi volumi a Mirafiori. Il segretario generale della Uilm di Torino Luigi Paone e il coordinatore Uilm dello stabilimento Gianluca Rindone ribadiscono che “alle Carrozzerie di Mirafiori serve un modello ponte fino al 2030 che garantisca l’attività produttiva e che sia in grado di saturare gli impianti in attesa dei nuovi investimenti programmati da Stellantis”.
Sullo sfondo resta il traguardo, sempre più fuori portata, delle 100mila auto prodotte l’anno a Mirafiori, indicato in passato come obiettivo del rilancio dello stabilimento con la 500 ibrida. “Se siamo fortunati e si torna a produrre a pieno regime e senza intoppi - conclude il segretario Fim Cisl Igor Albera - si può pensare di arrivare a circa 70 mila auto prodotte entro la fine dell’anno. Ma resta una vera scommessa”.

Rocco Zagaria

( 15 settembre 2026 )

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