Un confronto definito “molto tecnico” e una situazione occupazionale che continua a destare forte allarme. È questo l’esito del tavolo di crisi sulla Moplefan, tenutosi al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), durante il quale è stato ufficialmente presentato l’avvocato Francesco Angeli, nominato dalla Camera di Commercio come esperto per la procedura di composizione negoziata della crisi. All’incontro hanno partecipato i rappresentanti dell’azienda, affiancati dal collegio legale che segue la vertenza, le organizzazioni sindacali Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil, le Rsu regionali e provinciali, il Comune di Terni con l’assessore allo Sviluppo economico Sergio Cardinali e la Regione Umbria rappresentata dall’assessore Francesco De Rebotti. Al termine del tavolo, le sigle sindacali hanno evidenziato come il confronto sia servito soprattutto a fare il punto sullo stato della procedura, senza però offrire risposte concrete sul futuro produttivo e occupazionale dello stabilimento ternano, che resta in una condizione di estrema criticità.
A fronte di circa 90 lavoratori complessivi, oggi nello stabilimento è attivo soltanto un presidio minimo. Per tutti gli altri, la cassa integrazione - scaduta lo scorso novembre - ha determinato l’assenza di stipendio e di certezze sugli ammortizzatori sociali, alimentando una situazione di forte incertezza economica e personale. A complicare ulteriormente il quadro, nel mese di gennaio è intervenuta una richiesta di chiarimenti da parte del Ministero del Lavoro sulla cassa integrazione attivata nel novembre 2023, rallentando l’iter per la proroga dell’ammortizzatore e lasciando i lavoratori in una sorta di limbo. I sindacati di categoria Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil hanno incontrato i dipendenti in assemblea presso il polo chimico ternano. Anche in quell’occasione non sono arrivate rassicurazioni: restano infatti senza risposta le richieste di pagamento della mensilità di dicembre e della tredicesima. La procedura di composizione negoziata entra ora in una fase cruciale. L’11 febbraio è prevista l’udienza davanti al giudice, chiamato a valutare le misure protettive richieste e il piano presentato dall’esperto. Un eventuale via libera potrebbe aprire la strada a una serie di incontri ravvicinati tra le parti, con l’obiettivo di verificare la sostenibilità del piano e le prospettive industriali e occupazionali della Moplefan di Terni.
Sara Martano

