Martedì 17 marzo 2026, ore 20:44

Vertenze

Natuzzi: nessun accordo dopo incontro al Mimit

Nulla di fatto dopo l’ennesimo incontro sulla vertenza Natuzzi che si è svolto oggi pomeriggio al Mimit, il ministero delle Imprese e del Made in Italy. “Dopo giorni di confronto e trattative tra le parti, allo stato attuale non è stato possibile raggiungere un accordo”, hanno dichiarato le segreterie nazionali di FenealUil, Filca Cisl, Fillea Cgil e Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs, insieme alle Rsu del Gruppo Natuzzi. “Nel corso del precedente confronto istituzionale – proseguono le sigle sindacali - Ministero e Regioni avevano assunto l’impegno di predisporre un testo di sintesi sul tema delle internalizzazioni, al fine di favorire un possibile avanzamento del negoziato, avendo colto la sensibilità dei sindacati su questo tema come fondamentale per la tutela dei posti di lavoro. Da parte nostra – sottolineano – abbiamo ribadito nel confronto le nostre posizioni, sempre improntate alla disponibilità, al dialogo e al confronto, senza pregiudiziali, con l’obiettivo di individuare soluzioni utili alla tutela dell’occupazione e al futuro industriale del gruppo in Italia. Nel corso dell’incontro odierno, l’azienda ha confermato nella sostanza l’impostazione del piano già presentato al Mimit, determinando così il permanere di distanze significative tra le posizioni delle parti. Noi – proseguono i sindacati - abbiamo ribadito che l’obiettivo resta quello di perseguire un’eventuale intesa, che possa fondarsi su alcuni contenuti ritenuti fondamentali per garantire prospettive industriali e occupazionali, vale a dire le internalizzazioni, un quadro certo di prospettive industriali e produttive per la definizione e la tutela del perimetro industriale, l’attivazione di piani di incentivo all’esodo e di politiche attive su base volontaria. La ripresa del tavolo di confronto rimane il nostro obiettivo centrale. Auspichiamo che i prossimi passi dell’azienda si muovano nella direzione del senso di responsabilità che tutte le parti presenti al tavolo hanno richiamato, con l’obiettivo di rafforzare e rilanciare un presidio industriale strategico per il territorio e per il Paese”, concludono le segreterie nazionali di Feneal, Filca, Fillea, Filcams, Fisascat, Uiltucs.

«Le posizioni di azienda e sindacati nella trattativa in corso al Mimit per la vertenza Natuzzi, non hanno consentito di raggiungere un accordo». Lo afferma una nota diffusa dal Mimit. Il Gruppo Natuzzi, che produce divani ed altro arredamento negli stabilimenti in Puglia, Basilicata, Friuli V.G. e Romania, occupa circa 1.800 persone: lo scorso novembre ha predisposto ed avviato un piano di riorganizzazione e di riduzione del personale per recuperare produttività ed efficienza in un contesto di drastica riduzione degli acquisti nei mercati ove maggiormente presente. L'azienda, sottolineando la difficile situazione economica e finanziaria del gruppo, ha ribadito le condizioni per un Accordo: la chiusura del sito di Jesce 2 e la vendita dello stabilimento di Ginosa (già oggi non utilizzato), l'aggregazione di imprese, l'esodo volontario di circa 400 lavoratori prossimi alla pensione, la ricollocazione in imprese del territorio di almeno altre 300 persone; il tutto accompagnato da un piano di investimenti di oltre 50 milioni nel triennio 26/28. Le organizzazioni sindacali, contrarie all'intesa nelle attuali condizioni, hanno invece ribadito la richiesta di un accordo sull'incentivazione all'esodo come condizione imprescindibile per la prosecuzione delle trattative e per il possibile raggiungimento di un accordo definitivo. Il Mimit ha evidenziato l'importanza di un accordo tra le parti per fronteggiare le attuali difficoltà di Natuzzi ed ha richiamato le parti a comportamenti che non compromettano l'obiettivo di un accordo ed ha confermato la propria disponibilità a riconvocare le parti non appena si registrassero posizioni più costruttive e orientate alla definizione di un'intesa.

( 17 marzo 2026 )

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